CronacaTorino
Pedopornografia online, condannato a 4 anni e 6 mesi medico 43enne di Chivasso
L’arresto dell’uomo è avvenuto la scorsa estate. Dopo un primo periodo trascorso in carcere, il 43enne è passato agli arresti domiciliari in attesa del processo
CHIVASSO – Secondo gli accertamenti, l’attività illecita contestata a un medico 43enne di Chivasso, avrebbe avuto inizio già nel 2013. Nel corso delle indagini gli investigatori del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale, con il supporto del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Torino, hanno monitorato community illegali attive nel dark web dove — secondo l’accusa — venivano prodotti e scambiati contenuti con sfruttamento di minori.
Attraverso operazioni investigative in parte svolte sotto copertura, gli inquirenti sono riusciti a collegare l’identità dell’indagato a più pseudonimi utilizzati nelle chat e nelle community. Quei riscontri hanno spinto le autorità ad approfondire le tracce digitali e a richiedere misure investigative mirate.
A seguito delle attività investigative è stata eseguita una perquisizione domiciliare: gli agenti hanno sequestrato diversi dispositivi elettronici. Dai supporti sequestrati gli investigatori hanno ricavato elementi che, secondo l’accusa, riconducono alla produzione, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e a conversazioni con minorenni.
L’arresto dell’uomo è avvenuto la scorsa estate. Dopo un primo periodo trascorso in carcere, il 43enne è passato agli arresti domiciliari in attesa del processo.
Il procedimento si è svolto con rito abbreviato e a porte chiuse davanti al Tribunale di Torino. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione.
Il Tribunale di Torino ha inflitto all’imputato la pena di quattro anni e sei mesi di reclusione per produzione di contenuti multimediali con sfruttamento di minori, detenzione di materiale pedopornografico e associazione a delinquere.
Le indagini hanno inoltre messo in luce contatti tra il medico e altri presunti membri della rete. Tra queste figure, sostengono gli inquirenti, compare anche un sacerdote bresciano; la posizione di quest’ultimo è tuttora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le verifiche tecniche e gli approfondimenti proseguono per ricostruire pienamente ruoli e responsabilità all’interno della presunta organizzazione.
Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

