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Parla la mamma di Zoe Trinchero: «Vogliamo che tutta la società civile si mobiliti. Perché un uomo non deve nemmeno alzare un dito su una donna»

In un audio le prime parole della donna dopo la dolorosa scomparsa della figlia. Intanto questa mattina, 14 febbraio, il funerale di Zoe a Nizza Monferrato

Marco Lovisolo

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NIZZA MONFERRATO – Ha parlato per la prima volta Mariangela Auddino, dopo la morte di sua figlia Zoe Trinchero a Nizza Monferrato (AT). In un audio, diffuso tramite l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che tutela la famiglia di Zoe, e rimbalzato sui maggiori quotidiani nazionali, la mamma si lascia andare ai ricordi, al dolore ma anche al coraggio con cui intende affrontare la terribile perdita.

«Sapeva ascoltare»

Mariangela evoca i momenti di quotidianità con Zoe: «Pensavamo alla scuola, Zoe voleva fare la psicologa, perché voleva aiutare veramente le persone, al prendere la patente, la macchina che avevamo già visto e scelto. Non siamo gente ricca, quindi avremmo accantonato un po’ ogni mese per i suoi obiettivi, perché sono anche miei, alla fine. E lei era così tanto matura, giudiziosa. Erano giorni che era felice, serena, ed era bello vederla così». Il rapporto con la figlia sembrava stretto, e le aveva insegnato, racconta, «il valore dell’amicizia e della verità, del dire No se non voleva qualcosa. Le ho insegnato a difendersi se incontrava un bullo, a sostenere i più deboli. Lei odiava la violenza, invece sapeva parlare e sapeva ascoltare. E mi sto continuando a chiedere se era meglio insegnarle a non ascoltare, a non dar retta a chi diceva di chiarire la faccenda in modo maturo, perché in quel caso la maturità è richiesta da entrambe le parti e non solo da lei». Il senso di colpa la tormenta, ma non è stata imprudenza, quanto amore per la figlia e grande fiducia: «Mi sto torturando del non averle detto vieni subito a casa, quando l’ho sentita quella sera. Ma perché avrei dovuto? Aveva finito di lavorare da poco, era serena con i suoi amici. Mi fidavo di lei, non faceva mai tardi, mi avvisava se si muovevano in macchina, sapeva che mi preoccupavo per lei, ogni suo spostamento me lo diceva. Io so bene chi è mia figlia, era un peperino. Era intelligente, sveglia, una buona ascoltatrice e un’ottima oratrice. Si impegnava in ciò che faceva e io un cuore così grande ancora lo devo vedere nel mondo». Tante le ferite che la figlia aveva ricevuto anche da persone che le erano vicine, ma stavolta è diverso: «Ora a questo non c’è rimedio, non esiste perdono, almeno io ora non lo concepisco».

«Punire duramente gli assassini, senza scuse e senza cavilli»

Mariangela vuole impegnarsi per sensibilizzare la società contro la violenza di genere: «Andremo avanti. Vogliamo la verità. Vogliamo che tutta la società civile si mobiliti. Perché un uomo non deve nemmeno alzare un dito su una donna e siamo noi i genitori a doverlo insegnare ai figli. Sono le scuole a dover educare al rispetto e non alla rivalità». E un appello alle istituzioni: «Ed è ora che la legge, che le istituzioni inizino a punire duramente gli assassini, senza scuse e senza cavilli». Il nome Zoe deriva dal greco e significa vita, intesa nella sua essenza più profonda: «L’essenza della vita, il diritto alla vita, il diritto di dire di no quando si vuole dire di no. E io me ne farò portavoce. Insieme alle altre migliaia di mamme, alle migliaia di genitori che piangono e lottano contro il femminicidio. Qualcuno penserà che ora sono parole vuote, ma se io in questo momento non mi dò un obiettivo vero e reale, io non supero un’altra giornata»

I ringraziamenti a chi a vario titolo sta vicino alla famiglia

Infine, lascia un messaggio di ringraziamento per chi sta sostenendo Zoe, anche con la raccolta in denaro per la famiglia: «Grazie a tutti per il sostegno. Grazie per le donazioni, che per noi veramente in questo momento sono inaspettate. È una manna dal cielo. Grazie alle amiche che si sono mobilitate per farlo. Grazie allo studio di avvocati che ci ha accolti, nonostante sapesse la nostra situazione e sta lottando. È disponibile ogni giorno, a ogni ora, del giorno e della notte, ad aiutarci, a darci consigli, a sostenerci»».

Il funerale a Nizza

Iniziato alle 10, è in corso intanto il funerale della giovane, nella chiesa di Sant’Ippolito di Nizza Monferrato. Il sindaco, Simone Nosenzo, ha proclamato il lutto cittadino.

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