CronacaTorino
Tubercolosi al Neruda occupato a Torino. Marrone: da emergenza di ordine pubblico a emergenza sanitaria
“Quella situazione è all’attenzione della nostra amministrazione e non è utile ingenerare un clima allarmistico o adombrare irresponsabilmente soluzioni che rischierebbero di peggiorarla”
TORINO – È stato riscontrato tra gli occupanti dell’ex scuola Neruda a Torino un focolaio di tubercolosi, accendendo i riflettori sulla scarsa condizione igienica dei locali e delle persone che vi soggiornano.
“Da emergenza di ordine pubblico Askatasuna diventa emergenza sanitaria – dice l’assessore regionale alle Politiche sociali, Maurizio Marrone -. Qui decine di immigrati sono tenuti in condizioni di sfruttamento e precarietà igienica, con l’intollerabile inerzia, se non accondiscendenza, delle politiche sociali del Comune, proprietario della palazzina occupata e quindi responsabile di ciò che accade all’interno”.
Secondo Marrone la struttura va chiusa “nell’interesse delle persone che vi abitano, per farle seguire dal welfare istituzionale e non dall’anti-Stato degli antagonisti, il cui presunto impegno sociale ci regala solo focolai di malattie contagiose”.
Per il Comune replica Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino: “La Città già nei mesi scorsi ha collaborato con l’Asl per agevolare l’attività di screening, presa in carico e cura delle persone infette che vivono all’interno di quello spazio per quanto di propria competenza ed è a disposizione ove necessario per supportare nuovamente, anche attraverso servizi sociali e mediatori, il delicato percorso sanitario di competenza del servizio sanitario regionale.
Indipendentemente dalla situazione di occupazione dell’immobile la priorità ora è quella di affrontare l’emergenza sanitaria e far sì che le persone ricevano prestazioni sanitarie adeguate, così come è già avvenuto.
La Città continuerà a garantire il supporto e a collaborare con l’Asl Città di Torino affinché la presa in carico sanitaria sia assicurata in modo tempestivo e completo, prevenendo ulteriori diffusioni del contagio.
Quella situazione è all’attenzione della nostra amministrazione e non è utile ingenerare un clima allarmistico o adombrare irresponsabilmente soluzioni che rischierebbero di peggiorarla. Occorre non dimenticare che parliamo di persone, tra cui minori e soggetti fragili, e di una situazione delicata e complessa sulla quale le diverse istituzioni hanno capacità e competenze per intervenire, ciascuna nel proprio ambito”.
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