SocietàTorino
Torino anticipa la fiaccolata della Liberazione: il corteo il 23 aprile per favorire la partecipazione della Comunità ebraica
Il consigliere Viale ha annunciato l’intenzione di organizzare una contro-manifestazione, richiamando le frizioni che negli ultimi anni hanno segnato l’avvio del corteo
TORINO – Quest’anno la tradizionale fiaccolata per la Liberazione a Torino si terrà il 23 aprile, con un giorno di anticipo rispetto alla consuetudine. Una decisione assunta dall’Amministrazione comunale per garantire la più ampia partecipazione possibile alla celebrazione che ricorda la fine del nazifascismo e la riconquista della libertà.
La scelta non è casuale. Il 24 aprile, data in cui solitamente si svolge la manifestazione, quest’anno cade di venerdì sera, momento di inizio dello Shabbat per la comunità ebraica. Un tempo dedicato al riposo e alla preghiera, che si conclude il sabato sera. Per consentire la presenza della Comunità ebraica cittadina, Palazzo Civico ha dunque deciso di anticipare l’evento.
A spiegarlo è stata la vicesindaca Michela Favaro, intervenuta in Sala Rossa rispondendo a un’interpellanza del consigliere Silvio Viale (Radicali). «Un’attenzione istituzionale – ha sottolineato Favaro – che si inserisce nel solco di una tradizione cittadina improntata all’inclusione e al rispetto delle diverse sensibilità religiose». Un segnale che l’Amministrazione ha voluto ribadire in un momento storico in cui il valore della memoria condivisa assume un significato ancora più forte.
L’organizzazione del corteo
Il corteo seguirà l’ordine tradizionale. Ad aprire la sfilata sarà la banda del Corpo di Polizia Locale. A seguire i Gonfaloni della Città di Torino, della Regione Piemonte e della Città Metropolitana, quindi le Autorità civili, militari e religiose. Un protocollo consolidato che negli anni ha scandito lo svolgimento della commemorazione.
Non mancano, tuttavia, le tensioni politiche. Il consigliere Viale ha annunciato l’intenzione di organizzare una contro-manifestazione, richiamando le frizioni che negli ultimi anni hanno segnato l’avvio del corteo. In particolare, le contestazioni legate alla sua partecipazione con le bandiere dell’Ucraina, della Nato e i simboli della Brigata ebraica.
Lo scorso anno, gruppi vicini a +Europa e Azione furono contestati proprio all’inizio della fiaccolata, riaccendendo la polemica con l’Anpi e riportando al centro del dibattito il tema dell’interpretazione pubblica della memoria della Resistenza.
Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

