CronacaTorino
Sorveglianza speciale di tre anni e niente social per Don Alì, il “re dei maranza” di Torino
Il giovane era stato arrestato lo scorso novembre
TORINO – Il Questore di Torino ha presentato al competente Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione, la proposta di sorveglianza speciale di P.S. nei confronti di Don Alì, più noto alle cronache con l’appellativo di “re dei maranza”, particolarmente attivo sulle più note piattaforme social, dove esibiva le proprie condotte antigiuridiche, ottenendo milioni di visualizzazioni.
Il 25enne si trova attualmente detenuto e dovrà scontare una pena complessiva superiore ai cinque anni di reclusione in seguito a condanne diventate definitive nelle ultime settimane.
Dalla ricostruzione dell’excursus criminale sono mersi numerosi comportamenti violenti e minacciosi, in danno di soggetti vulnerabili, minorenni, anziani e anche titolari di piccoli esercizi commerciali che, per timore di ripercussioni, in alcune circostanze non avevano denunciato le angherie subite e verso le quali il soggetto sistematicamente usava frasi di scherno quali “[…]a me non mi arresta nessuno! Io sono come un grillo”, “[…] vai a chiamare la polizia che se ti prendo da solo […]”, in altre circostanze invitava i suoi follower ad atteggiamenti di aperta sfida verso l’Autorità, postando tutorial in cui, per esempio, istruiva su come aggirare e sfuggire i controlli delle forze dell’ordine.
Condotte del genere che avevano interessato anche controllori di treni; in uno specifico episodio alla richiesta di esibizione del titolo di viaggio aveva risposto con tono minaccioso “[…] se continui così stasera non torni a casa da tua moglie, non mi interessa che sei un pubblico ufficiale chiama pure chi vuoi”, colpendo successivamente il malcapitato al volto con un forte schiaffo e facendogli cadere il cellulare dalle mani.
I video che immortalavano “le gesta”, spesso postate in diretta, avevano ottenuto milioni di visualizzazioni, soprattutto da parte di giovanissimi utenti della rete, generando un preoccupante rischio di emulazione, idoneo ad alimentare il fenomeno sempre più diffuso delle baby gang.
Particolare risalto mediatico aveva ottenuto il video pubblicato in data 21.10.2025, titolato “aspettando la preda” nel quale realizzava una “spedizione punitiva” nei confronti di un maestro di scuola d’infanzia di Torino, nella circostanza in compagnia della figlioletta, accusandolo falsamente di maltrattare un alunno.
Sorveglianza speciale e niente social
In relazione alla gravità delle condotte poste in essere nel corso degli anni e puntualmente ricostruite da personale della locale Divisione Anticrimine, il Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione ha accolto la proposta del Questore di Torino, sottoponendo l’uomo alla misura della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di tre anni, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.
Detta misura impone a soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica rigide prescrizioni e limitazioni tendenti a controllarne l’operato, al fine di arginarne la conclamata e attuale pericolosità ed evitare che commettano ulteriori reati.
Infatti, vista la peculiarità delle condotte poste in essere dal soggetto, avvezzo a diffonderle e amplificarle a mezzo social, così da aumentarne la portata offensiva e intimidatoria e il rischio di emulazione, viene imposta la particolare prescrizione del “divieto di comunicare o diffondere audio o video tramite internet, anche per interposta persona”.
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accaso
25 Febbraio 2026 at 14:18
piangere come un bambino funziona..