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Torino “Resiste al deserto”: il presidio di Friday For Future al Lingotto con i metalmeccanici

Una protesta per denunciare la mancata strategia ecologica del governo sul piano industriale che sta avendo e avrà effetti sul cambiamento climatico

Chiara Scerba

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TORINO – Sabato 28 febbraio alle 15, Appuntamento a Lingotto per il presidio “Torino resiste al deserto”, iniziativa organizzata dal gruppo ambientalista FFF (Friday For Future) che stavolta riunisce lavoratori metalmeccanici e attivisti per denunciare la crisi industriale e quella climatica, ritenute strettamente collegate.

Le motivazioni

Al centro della mobilitazione si staglia la situazione dell’automotive sia torinese che nazionale. I promotori parlano di “desertificazione industriale”, con stabilimenti in difficoltà e prospettive produttive sempre più ridotte. Nel mirino le scelte dei vertici aziendali e del governo, accusati di non aver costruito un piano industriale credibile in grado di accompagnare la transizione ecologica.

Secondo gli organizzatori, la mancata riconversione verso produzioni sostenibili e l’assenza di una strategia per l’auto elettrica rischiano di lasciare Torino ai margini, mentre nuovi investimenti vengono realizzati all’estero. A questo si aggiunge la preoccupazione per la crisi climatica, richiamata anche alla luce degli eventi estremi che hanno colpito di recente diverse aree del Paese.

La scelta del Lingotto come luogo del presidio nasce dal fatto che questo luogo sia simbolo della storia industriale torinese, indicato come emblema di una città che — secondo i promotori — sta perdendo centralità produttiva.

L’iniziativa si presenta come un momento di protesta e di proposta, infatti tra le richieste vi sono un piano industriale strutturato, investimenti nella transizione ecologica, energia più pulita e garanzie occupazionali per le nuove generazioni.

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