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Premiato il Mauriziano per il progetto Il Case Management per la continuità e la personalizzazione del percorso oncologico

La presa in carico inizia già prima del ricovero con attività di counseling e prosegue durante la degenza e dopo il rientro a casa

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TORINO – Un professionista sanitario dedicato che accompagna il paziente oncologico in ogni fase della malattia, dalla diagnosi al ricovero fino al ritorno a casa. È il modello di Case Management sviluppato dall’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, premiato a livello nazionale con il Premio CIPOMO “Elisabetta Fabbrini” 2026, assegnato durante il Congresso nazionale CIPOMO a Roma. Il progetto del Mauriziano si è distinto tra 19 iniziative italiane dedicate al miglioramento dei percorsi oncologici.

Il riconoscimento riguarda il progetto “Il Case Management come leva organizzativa per la continuità e la personalizzazione del percorso oncologico”, applicato nei percorsi di Oncologia, Breast Unit e Chirurgia oncologica. Al centro del modello c’è la figura dell’infermiere o dell’ostetrica case manager, professionisti con formazione avanzata che diventano il punto di riferimento stabile per il paziente e la sua famiglia, coordinando le attività sanitarie e offrendo supporto nei momenti più delicati del percorso di cura.

I risultati registrati sono particolarmente positivi: il 97,4% dei pazienti viene preso in carico tempestivamente e nel 94% dei casi è garantita la continuità assistenziale anche dopo la dimissione, con una riduzione degli accessi non programmati in ospedale.

La presa in carico inizia già prima del ricovero con attività di counseling e prosegue durante la degenza e dopo il rientro a casa, attraverso monitoraggi telefonici o in video nei 30 giorni successivi alla dimissione e una help line dedicata ai pazienti.

Nel periodo di osservazione sono stati seguiti 336 pazienti oncologici. In oltre il 90% dei casi la dimissione è avvenuta al domicilio senza necessità di ulteriori supporti sanitari, grazie alla preparazione del paziente e della famiglia. Il monitoraggio proattivo consente inoltre di individuare precocemente eventuali complicanze e gestire in modo appropriato eventuali rientri in ospedale.

Il progetto rientra in una rete organizzativa interna che coinvolge oggi sei infermieri e un’ostetrica case manager impegnati in diversi percorsi clinici dell’ospedale, con l’obiettivo di rafforzare la continuità delle cure e la personalizzazione dell’assistenza.

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