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Dopo Chiorino si dimette anche l’assessore di Biella Cristiano Franceschini: “commesso una leggerezza”

Le dimissioni arrivano nel momento più delicato della vicenda, con il caso “Bisteccheria” ormai al centro degli approfondimenti della Direzione distrettuale antimafia

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BIELLA – Dopo le dimissioni dell’assessora regionale Elena Chiorino, arriva anche il passo indietro dell’assessore comunale di Biella Cristiano Franceschini. È coinvolto nel caso Le 5 forchette di cui deteneva una quota del 5%, rivendute all’indomani della condanna di Mauro Caroccia, padre dell’amministratrice unica proprio de Le 5 forchette, Miriam Caroccia.

“Ho comunicato al sindaco Marzio Olivero la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili da assessore. È una scelta che assumo con responsabilità, mettendo al primo posto il Comune di Biella, la serenità dell’azione amministrativa e il rispetto verso il mio partito, Fratelli d’Italia – ha riferito l’ormai ex assessore ai Lavori Pubblici-. Nelle ultime settimane si è assistito a una polemica che ha oltrepassato ogni limite. Rivendico con fermezza la correttezza del mio operato: non vi è stato nulla di irregolare o opaco. Nel momento in cui sono venuto a conoscenza di elementi che prima ignoravo, ho agito subito, senza esitazioni, prendendo le distanze e assumendo le decisioni necessarie. Ho commesso una leggerezza, e me ne assumo la responsabilità. Per questo rivolgo le mie scuse ai cittadini. Non accetto però che si tenti di trasformare questa vicenda in uno strumento per infangare me e le istituzioni attraverso ricostruzioni distorte. Per questo mi tutelerò in tutte le sedi opportune, affinché la verità venga ristabilita. Lascio il mio incarico a testa alta”.

Le dimissioni arrivano nel momento più delicato della vicenda, con il caso “Bisteccheria” ormai al centro degli approfondimenti della Direzione distrettuale antimafia.

L’assessore ha infatti lasciato il proprio incarico alla vigilia del Consiglio comunale nel quale lui e l’assessore al Bilancio, Amedeo Paraggio, avrebbero dovuto riferire pubblicamente sulla società “Le 5 Forchette srl”, finita sotto la lente degli investigatori antimafia.

Proprio il coinvolgimento della Dda, che sta approfondendo i contorni societari e i possibili profili di intestazione fittizia con aggravante mafiosa, ha dato un peso ancora maggiore alla scelta di fare un passo indietro.

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è anche il fatto che la sede della società fosse stata fissata nello studio professionale dello stesso Paraggio, particolare che avrebbe dovuto essere chiarito nel confronto politico in aula.

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