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Ordine dei Giornalisti, Fnsi e Associazione Subalpina in piazza a Torino il 1° aprile, a 10 anni dall’ultimo rinnovo contrattuale

«Servono unità e solidarietà. Di tutti, come di tutti è l’informazione e per tutti è preziosa, qualcosa da difendere»

Marco Lovisolo

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TORINO – 10 anni esatti domani, 1° aprile. Questo il tempo intercorso ormai dall’ultimo rinnovo contrattuale per i giornalisti stipulato tra gli editori Fieg e la Federazione nazionale della Stampa Italiana (Fnsi). Per mercoledì, quindi, la Fnsi ha convocato una manifestazione nazionale a Torino, a partire dalle 11 in piazza Castello, «per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, per l’equo compenso per i lavoratori autonomi, per la dignità del giornalismo e il futuro dell’informazione e, insieme, per esprimere la vicinanza del sindacato a giornaliste e giornalisti coinvolti nelle tante vertenze in atto nel mondo dell’editoria» spiegano Fnsi e Associazione Stampa Subalpina.

«Mentre i salari dei lavoratori dipendenti sono fermi da 10 anni, erosi da oltre il 20% di inflazione, falcidiati dagli ammortizzatori sociali, resta ancora senza attuazione la legge per l’equo compenso ai lavoratori autonomi. Intanto le redazioni sono state svuotate a colpi di prepensionamenti, la professione è diventata sempre più precaria, l’intelligenza artificiale ha fatto irruzione nel lavoro giornalistico e rischia di incidere fortemente sui livelli occupazionali. Eppure, gli editori della Fieg si rifiutano di corrispondere compensi dignitosi e di normare la rivoluzione tecnologica in atto per garantire che l’IA sia uno strumento nelle mani dei professionisti dell’informazione e non, invece, il colpo di grazia al lavoro dei giornalisti» proseguono. Piemonte osservato speciale: l’uscita della holding Exor dall’editoria con la cessione delle testate Gedi, i tagli del gruppo Citynews (editore, tra le altre, di TorinoToday) e l’intenzione della Rai di vendere il Palazzo della Radio di via Verdi preoccupano i sindacati. Inoltre, l’Associazione Stampa Subalpina denuncia che «il Piemonte è passato da zero giornalisti minacciati nel 2023 a 148 nel 2025, considerando aggressioni, querele pretestuose, ostacoli ad accedere a fonti o documenti, sequestro di materiale o danneggiamento di attrezzature».

Ha aderito allo sciopero anche lo stesso Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

«Servono unità e solidarietà. Di tutti, dei giornalisti, degli amministratori, della società civile, come di tutti è l’informazione e per tutti è preziosa, qualcosa da difendere» conclude il comunicato della Subalpina.

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