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Cecchini in Bosnia, nuovo sviluppo nell’inchiesta: convocato un 64enne dell’Alessandrino

Al centro dell’inchiesta vi sono accuse gravissime: omicidio volontario continuato, aggravato da motivi abietti

Gabriele Farina

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ALESSANDRIA – Un nuovo tassello si aggiunge all’inchiesta sui cosiddetti “cecchini del weekend”, il filone investigativo che sta cercando di fare luce sui drammatici episodi di violenza avvenuti durante l’assedio di Sarajevo tra il 1992 e il 1995, quando, secondo le accuse, alcuni facoltosi italiani pagavano per dei viaggi in Bosnia durante i quali si “divertivano” a sparare sui civili per le strade.

La Procura di Milano ha notificato un secondo invito a comparire nell’ambito dell’indagine coordinata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis e dal procuratore capo Marcello Viola. Al centro dell’inchiesta vi sono accuse gravissime: omicidio volontario continuato, aggravato da motivi abietti.

A essere convocato per l’interrogatorio, fissato per il prossimo 13 aprile, è un uomo di 64 anni residente in provincia di Alessandria. L’uomo, già noto per alcune interviste rilasciate in passato, ha ammesso di essersi recato in Bosnia durante il conflitto per combattere al fianco di un gruppo paramilitare. Tuttavia, ha sempre respinto con decisione le accuse più pesanti, negando qualsiasi coinvolgimento in presunti “safari a pagamento”, ovvero spedizioni armate in cui – secondo l’ipotesi investigativa – civili inermi sarebbero stati presi di mira deliberatamente.

L’indagine, che negli ultimi mesi ha progressivamente ampliato il proprio raggio, conta ora quattro indagati. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire eventuali responsabilità individuali in un contesto storico già segnato da violenze diffuse e sistematiche contro la popolazione civile.

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