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CronacaTorino

Quaranta cittadini ammessi parte civile nell’inchiesta di Milano che coinvolge l’assessore Mazzoleni di Torino

La accuse vanno dalla lottizzazione abusiva all’abuso edilizio, fino al falso e alla corruzione

Redazione Quotidiano Piemontese

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MILANO – Circa quaranta residenti della zona e cittadini milanesi sono stati ammessi parte civile per risarcimenti a carico della società costruttrice, dalla gup di Milano Maria Beatrice Parati nell’udienza preliminare a carico di 26 imputati, per accuse che vanno dalla lottizzazione abusiva all’abuso edilizio, fino al falso e alla corruzione, in una delle inchieste sulla gestione urbanistica della capitale lombarda

Si tratta del primo filone di indagini aperto più di tre anni fa, sul caso di un edificio di tre piani e una villetta abbattuti per far posto ad un palazzo di sette piani, il cosiddetto Hidden garden, in zona piazza Aspromonte. Secondo la procura, le opere sono state autorizzate in base a permessi di costruire illegittimi in violazione delle norme sull’altezza degli edifici nei cortili.

La giudice ha accolto le richieste dell’avvocata Veronica Dini, ammettendo come parti civili, oltre ai residenti della zona, anche i cittadini che con una azione popolare avevano chiesto di costituirsi in sostituzione dell’amministrazione comunale, persona offesa, ma non parte civile. Non sono stati ammessi una ventina di acquirenti degli appartamenti della torre di piazza Aspromonte.

Nell’inchiesta è anche coinvolto Paolo Mazzoleni, architetto e docente del Politecnico di Milano, in quanto autore del progetto, ex componente della commissione paesaggio del Comune di Milano e oggi assessore all’urbanistica di Torino.

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