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Torino diventa Metropolis: il Fringe Festival 2026 rielabora un futuro che è già qui

Dal 19 al 31 maggio 2026, il festival delle arti performative e del teatro off si diffonderà su Torino nella sua 14esima edizione

Chiara Scerba

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TORINO – Sono passati cento anni da quando Fritz Lang immaginava nel suo capolavoro “Metropolis” un futuro lontano e distopico, ambientandolo esattamente nel 2026. Quel futuro è arrivato e il Torino Fringe Festival, dal 19 al 31 maggio 2026, ha deciso di abitarlo, trasformando la città in un palcoscenico diffuso dove l’umano e l’artificiale si interrogano a vicenda.

Un’identità internazionale radicata nel territorio

Nato nel 2013 e stabilmente inserito nel network internazionale World Fringe, il Torino Fringe Festival si erge ormai come un catalizzatore di rigenerazione urbana richiamando artisti e pubblico di ogni sorta. Con oltre 360.000 spettatori accumulati negli anni e più di 700 artisti coinvolti in questa quattordicesima edizione, il festival diretto da Cecilia Bozzolini e Michele Guaraldo si conferma un punto di riferimento per la scena off e indipendente in Italia.

“Con la XIV edizione del Torino Fringe Festival – spiega Cecilia Bozzolini – scegliamo di attraversare il presente con uno sguardo lucido, assumendo Metropolis come lente per leggere il nostro tempo. Il futuro che verrà non è più un orizzonte lontano, ma una condizione già in atto. […] Accanto alla ricerca artistica, continuiamo a investire sul sostegno alle nuove generazioni e sulla creazione di opportunità concrete di crescita e circuitazione, rafforzando il nostro ruolo di piattaforma per la scena indipendente contemporanea.”

Tra umano e intelligenza artificiale

Il tema omaggia Lang esplorando la coesistenza tra intelligenza artificiale e coscienza umana, spingendo il pubblico a riappropriarsi del proprio spazio. L’evento inaugurale HyperGaia, l’8 maggio al Q35 Warehouse Club, darà il via a questo viaggio sensoriale tra drammaturgia e musica elettronica, affrontando le grandi matasse della storia contemporanea.

Un palinsesto ricco di eventi, spettacoli, talk che animeranno e si lasceranno animare da Torino e dall’incessante flusso di cambiamento in cui esistiamo. Il festival però non si esaurisce nell’applauso finale ma lavora attivamente sulla distribuzione degli artisti attraverso il progetto Fringe in Rete o altre iniziative quali il premio di drammaturgia in collaborazione con Suigeneris.

La cultura come infrastruttura sociale

L’assessore alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia, definisce il festival come una ventata di innovazione riconoscendo in esso una rassegna capace di mettere in relazione i linguaggi contemporanei con le nuove generazioni di artisti e pubblico, creando un ponte sociale necessario. Anche Marco Chiriotti, per la Regione Piemonte, ribadisce come il Fringe sia ormai un appuntamento di riferimento assoluto nel panorama culturale del territorio.

L’edizione 2026 propone una riflessione profonda sui sistemi produttivi e sulle trasformazioni tecnologiche e proprio in essa Giuseppe Bergesio, amministratore delegato di Iren Energia, main sponsor del festival, trova il punto massimo di congiunzione nella collaborazione pluriennale, descrivendo la cultura come una vera infrastruttura intangibile che si unisce ai parametri della sostenibilità per costruire comunità più inclusive e vivibili.

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