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Torino torna a fiorire: il Festival del Verde 2026 esplora il legame tra acqua, radici e città

Torino, forte di un patrimonio verde diffuso – con oltre il 90% dei residenti che vive a meno di cinque minuti da un’area verde – punta a rafforzare il proprio ruolo nella transizione ecologica

Gabriele Farina

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TORINO – Dal 4 al 24 maggio 2026, Torino e la sua area metropolitana si trasformano in un grande laboratorio diffuso a cielo aperto con la quarta edizione del Festival del Verde. Il tema scelto quest’anno, “Simbiosi urbane: acqua e radici”, invita cittadini, famiglie e appassionati a ripensare il rapporto profondo tra ambiente urbano, risorse idriche e natura, in un momento storico in cui la crisi climatica impone nuove visioni e strategie.

Per tre settimane, oltre 80 luoghi tra parchi, giardini, musei, orti scolastici e spazi culturali daranno vita a un calendario ricchissimo di appuntamenti: visite guidate, aperture straordinarie, incontri, laboratori ed esperienze di citizen science. Un mosaico di iniziative pensato per offrire una nuova chiave di lettura del verde urbano, non più semplice elemento decorativo, ma infrastruttura vitale capace di incidere sulla qualità della vita e sull’evoluzione delle città.

Il verde come risposta alla crisi climatica

Al centro del Festival temi sempre più urgenti: gestione sostenibile delle acque piovane, adattamento ai cambiamenti climatici, contrasto alla siccità, tutela della biodiversità e ruolo delle radici nei sistemi urbani. Questioni che, come sottolineato dal sindaco Stefano Lo Russo, sono ormai imprescindibili per il futuro delle città.

Torino, forte di un patrimonio verde diffuso – con oltre il 90% dei residenti che vive a meno di cinque minuti da un’area verde – punta a rafforzare il proprio ruolo nella transizione ecologica. Tra i simboli di questo impegno spicca il Parco del Valentino, al centro di un importante intervento di riqualificazione finanziato anche dal PNRR.

Il Valentino cuore pulsante del Festival

Proprio il Parco del Valentino sarà uno dei fulcri dell’edizione 2026, luogo dove si concentreranno molte attività in collaborazione con l’Orto Botanico dell’Università di Torino, associazioni e realtà locali. Qui si intrecciano memoria storica, biodiversità e progettazione contemporanea, in un dialogo continuo tra natura e città.

Il Festival, spiegano i co-ideatori Giustino Ballato e Fabio Marzano, si comporta come un organismo vivente: cresce, si espande e rafforza le connessioni con il territorio, arrivando quest’anno a coinvolgere anche la provincia di Cuneo.

Educazione ambientale e nuove generazioni

La prima settimana sarà dedicata all’educazione con il programma Festival EDU, pensato per avvicinare bambini e ragazzi al mondo vegetale attraverso esperienze dirette. Laboratori, attività negli orti scolastici e percorsi nei musei offriranno strumenti concreti per sviluppare consapevolezza ambientale.

Momento clou sarà la festa finale del 9 maggio presso il Museo Lavazza, con attività gratuite tra laboratori, letture e passeggiate nel quartiere Aurora, alla scoperta anche dei murales Towards 2030.

“Verde Svelato”: la città nascosta

Tra gli appuntamenti più attesi torna Verde Svelato, che nel primo fine settimana aprirà eccezionalmente al pubblico 43 giardini e cortili solitamente inaccessibili, di cui 15 inediti. Un viaggio tra dimore storiche, paesaggi collinari e spazi urbani che raccontano storie familiari e trasformazioni del territorio.

Tra le aperture più suggestive spiccano l’Erbario dell’Università, custode di oltre 800mila campioni botanici, e residenze private come Villa Rignon o la Vigna del Merlo, esempi di un patrimonio verde spesso invisibile ma fondamentale per l’identità del territorio.

Cultura, scienza e partecipazione

La seconda settimana vedrà il Festival dialogare con il Salone del Libro OFF, con incontri dedicati alla letteratura sul verde e alla divulgazione scientifica.

Nell’ultima settimana, invece, spazio a seminari e approfondimenti, tra cui l’incontro internazionale al Castello del Valentino sulla biodiversità urbana e le strategie per la transizione ecologica.

Parallelamente, numerosi comuni dell’area metropolitana proporranno iniziative diffuse: dalla citizen science sulla biodiversità acquatica a Settimo Torinese, ai laboratori sugli insetti impollinatori a Moncalieri, fino alle passeggiate naturalistiche e al forest bathing a Rivoli.

Gran finale con FLOR

A chiudere il Festival sarà FLOR Primavera, ospitata ancora una volta al Parco del Valentino e, novità di quest’anno, a ingresso gratuito. L’edizione 2026, intitolata Acquarium, renderà omaggio all’Esposizione Internazionale del 1911, rafforzando il legame tra acqua, paesaggio e memoria storica.

Il Festival del Verde si conferma così molto più di una rassegna: è una piattaforma culturale e partecipativa che ridisegna la geografia urbana attraverso il paesaggio vegetale, trasformando il verde in uno spazio di relazione, conoscenza e progettazione del futuro. Una sfida che parte da Torino, ma parla a tutte le città chiamate a reinventarsi di fronte alla crisi climatica.

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