Seguici su

CittadiniCronacaTorino

Corteo pro Gaza a Torino: blindato il centro con i divieti del Prefetto

Oggi, 18 aprile, per le strade della città sfilerà il corteo organizzato da Torino per Gaza; le ragioni degli attivisti

Chiara Scerba

Pubblicato

il

TORINO – A partire dalle ore 16, da piazza Statuto, prenderà il via il corteo promosso dal coordinamento cittadino “Torino per Gaza”, che attraverserà le vie del centro storico per concludersi nel quartiere Vanchiglia.

Sulla base dei passati accadimenti, per garantire la sicurezza pubblica ed evitare l’infiltrazione di frange violente, la Prefettura ha blindato il percorso con due misure stringenti che richiamano le nuove disposizioni del decreto sicurezza.

Le due ordinanze: stop a vetro, lattine e volti coperti

La prima ordinanza vieta la vendita per asporto e la detenzione di bevande in bottiglie di vetro, lattine e contenitori potenzialmente contundenti.

Il divieto entra in vigore alle 14 nell’area compresa tra piazza Statuto, via Cernaia, via Pietro Micca e piazza Vittorio Veneto, per poi estendersi dalle 16 alle vie del quartiere Vanchiglia.

La seconda ordinanza proibisce in modo categorico di portare con sé caschi, passamontagna, mascherine e qualsiasi materiale idoneo a camuffare il volto, oltre a vietare il possesso di fumogeni ed esplosivi. L’obiettivo, spiegano dalla Prefettura, è tutelare l’esercizio pacifico della manifestazione isolando eventuali infiltrati violenti.

La rabbia del coordinamento contro guerra e carovita

Le motivazioni del corteo, esplicitate in un duro comunicato dagli organizzatori, legano a doppio filo la crisi geopolitica in Medio Oriente con le difficoltà economiche interne. Il coordinamento “Torino per Gaza” denuncia un Paese schiacciato dal costo della vita, con la benzina arrivata a sfiorare i 3 euro al litro, affitti insostenibili e una sanità in crisi. Secondo gli attivisti, la responsabilità di questo impoverimento ricade sulle politiche belliche portate avanti dagli Stati Uniti e da Israele, accusando il governo Meloni di sottomissione e l’Europa di passività.

Gli attivisti chiedono quindi a gran voce che il governo italiano si disimpegni dal supporto a Stati Uniti e Israele, interrompendo immediatamente la vendita di armi e impedendo l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale. La manifestazione di oggi si propone quindi di trasformare il dissenso diffuso contro l’economia di guerra in una forza di piazza organizzata, sfilando sotto lo slogan che invita la cittadinanza a “non pagare la loro guerra”.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *