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Il coraggio di chi seppe dire “no”: l’Università di Torino ricorda i docenti che rifiutarono di giurare al fascismo
Nel 95° anniversario dell’introduzione del giuramento. Presentata anche la nuova sezione ANPI dell’università
TORINO – In occasione del 95° anniversario dell’introduzione del giuramento di fedeltà al regime fascista imposto ai docenti, si è tenuto oggi nel Rettorato dell’Università di Torino un momento commemorativo e di riflessione. L’appuntamento, dal titolo “L’importanza di un rifiuto. I docenti universitari che scelsero di non giurare”, era rivolto a tutta la comunità accademica, con l’obiettivo di ricordare il gesto coraggioso dei 13 professori (10 dei quali appartenevano all’Università di Torino o vi avevano insegnato) che non si piegarono alla legge n. 1227 dell’8 ottobre 1931, nonostante un contesto di forte pressione politica e istituzionale, mettendo così a rischio la propria carriera accademica e non solo.
Davanti alla lapide loro dedicata, è stata deposta una corona in loro memoria alla presenza di Gianluca Cuniberti, prorettore dell’Università di Torino, Nino Boeti, presidente dell’ANPI Provinciale di Torino, Ilaria Mardocco, presidente della neocostituita sezione ANPI dell’Università di Torino e Francesco Campobello, storico del diritto al Dipartimento di Giurisprudenza di UniTo.
La giornata si è aperta con la presentazione ufficiale proprio della Sezione ANPI Universitaria dell’Università di Torino, nata pochi giorni fa con l’obiettivo di promuovere e attualizzare i valori della Resistenza e della Costituzione all’interno del contesto universitario contemporaneo, valorizzando l’impegno già diffuso tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo.
I dieci dissidenti che ebbero relazioni e ruoli nell’Ateneo torinese furono: il giurista Francesco Ruffini (1863-1934), già rettore e senatore, lo storico dell’arte Lionello Venturi (1885-1961) noto a livello internazionale, l’antropologo Mario Carrara (1866-1937) della Scuola di Cesare Lombroso, il matematico, senatore, e presidente del CNR Vito Volterra (1860-1940) che per sette anni tenne la cattedra a Torino di meccanica razionale, l’orientalista Giorgio Levi Della Vida (1886-1967) docente di lingue semitiche nel 1916-18, che si trasferì poi a Roma alla Sapienza, lo storico Gaetano De Sanctis (1870-1957) sulla cattedra torinese dal 1900 al 1929, il filosofo Piero Martinetti (1872-1943) che si laureò a Torino e insegnò a Milano, il giurista Edoardo Ruffini Avondo (1901-1983), anch’egli laureato a Torino, che teneva la cattedra a Perugia, il chimico Giorgio Errera (1860-1933), che iniziò la sua carriera con la laurea e la libera docenza a Torino, e all’epoca insegnava a Pavia. Leone Ginzburg (1909-1944), appena nominato libero docente a Torino, rifiuterà il giuramento nel 1933.
Insieme a loro si opposero i colleghi Fabio Luzzatto (1870-1954) giurista dell’Ateneo di Macerata, Ernesto Buonaiuti (1881-1946) storico del cristianesimo a Roma, il chirurgo Bartolo Nigrisoli (1858-1948) dell’università di Bologna e l’economista Antonio De Viti De Marco (1858-1943) dell’università di Roma La Sapienza, grande amico di Luigi Einaudi.
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