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Dipendenti del Comune di Torino in stato di agitazione, i sindacati denunciano la mancanza di personale

Sotto accusa l’operato della giunta Lo Russo, che non avrebbe «neanche abbozzato un piano di ristrutturazione dei servizi»

Marco Lovisolo

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TORINO – I lavoratori del Comune di Torino sono in agitazione sindacale. Le organizzazioni Cisl-Fp, Uil-Fp e Csa-Ral hanno deciso di attivare la procedura in prefettura.

A condurre a questa decisione, tre fattori: «la continua diminuzione del personale dell’ente, senza che si prevedesse il necessario numero di assunzioni, che in questi anni non hanno coperto nemmeno le numerose cessazioni»; «la mancanza di risposte della direzione sulla possibilità di aumentare le assunzioni» previste nel piano; «l’assenza di certezze e indicazioni da parte degli assessori sull’incremento del personale nei prossimi anni», spiegano in una nota. Secondo i sindacati, gli attuali 6868 addetti alla Città non sarebbero sufficienti a rendere i servizi ai cittadini in maniera adeguata: insostenibili ormai i carichi di lavoro e tempi di svolgimento delle pratiche che si sono dilungati enormemente, creando disagi agli utenti. La stima è che manchino ben 1200 lavoratori.

Sotto accusa anche la giunta, che non avrebbe «neanche abbozzato un piano di ristrutturazione dei servizi, con la sola conseguenza di aumentare i carichi di lavoro del personale».

Ora questo primo passo, con la convocazione dell’agitazione, un passaggio che potrebbe preludere ad altre iniziative sindacali.

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