CronacaTorino
Tra fughe sventate, droga nello stomaco e risse, è il caos nel carcere Lorusso e Cotugno
Un quadro allarmante su cui si esprime l’Osapp: “Il carcere è ormai un problema di ordine pubblico”
TORINO – Un’evasione pianificata nei minimi dettagli e poi sfumata, che si inserisce nell’ormai cronico bollettino di emergenza del penitenziario Lorusso e Cotugno, tra risse sfiorate, traffico di droga e smartphone nascosti nelle celle.
L’evasione
Il protagonista della tentata fuga è un detenuto di 19 anni, nato ad Aosta e cittadino italiano di seconda generazione. L’azione è scattata nella tarda serata dello scorso mercoledì 6 maggio. Per eludere la conta serale nella settima sezione del padiglione B, il giovane aveva ammassato pezzi di carta appallottolata sotto le coperte, creando la sagoma di un manichino per ingannare gli agenti di guardia.
Sfruttando le chiavi rubate del bagno dei professori dell’istituto interno “Plana”, si è barricato in attesa della notte. Il suo piano era usare gli attrezzi della falegnameria per scavalcare una finestra, ma un frame catturato dalle telecamere di sicurezza ha fatto scattare l’allarme, mandando tutto in fumo.
Risse, smartphone e corrieri della droga
Il tentato strappo alla regola non è un episodio isolato all’interno della casa circondariale. La Polizia Penitenziaria ha fronteggiato una raffica di emergenze tra cui una maxi-rissa tra detenuti per un probabile regolamento di conti nel blocco C e l’intercettazione di un detenuto di rientro da un permesso con ovuli di cocaina e hashish nascosti nella pancia.
Di fronte a questo scenario esplosivo, il sindacato di polizia penitenziaria Osapp rinnova l’appello urgente al Prefetto di Torino: “Il carcere è ormai un problema di ordine pubblico”. Un nuovo vertice per la sicurezza con il direttore e il comandante della struttura appare ormai inevitabile.
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