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Morì a 25 anni nello schianto a Bagnolo Piemonte: assolto l’automobilista accusato di omicidio stradale

Oggi, venerdì 8 maggio 2026, il tribunale di Cuneo ha assolto l’imputato perché il fatto non costituisce reato

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CUNEO – Era il 18 luglio 2021 quando sulla provinciale 246 a Bagnolo Piemonte, nel Cuneese, si consumò il tragico incidente che costò la vita a Samanta Pascuzzi, torinese di 25 anni. La giovane viaggiava come passeggera su una Volkswagen Golf guidata dal fidanzato, allora 22enne, diretti a una festa di compleanno insieme ad alcuni amici.

Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, la Golf stava percorrendo la provinciale a una velocità di circa 114 chilometri orari ed era impegnata in un sorpasso. In quel momento, davanti all’auto dei due giovani, si trovava una Citroën il cui conducente, accortosi di aver sbagliato strada, stava effettuando una svolta a sinistra per invertire il senso di marcia.

Per evitare l’impatto con la vettura, il conducente della Golf perse il controllo dell’auto, che uscì di strada andando a schiantarsi contro un pilastro di cemento. Per Samanta Pascuzzi non ci fu nulla da fare: la ragazza morì sul colpo, mentre il fidanzato rimase gravemente ferito.

Successivamente il giovane alla guida della Golf ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi per omicidio stradale, con la revoca della patente. Durante il procedimento è inoltre emerso che stesse guidando sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Per lo scontro stradale era finito a processo anche il conducente della Citroën, accusato di omicidio stradale in concorso. La procura di Cuneo aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi, sostenendo che la manovra di svolta fosse iniziata in un tratto con la linea continua.

La difesa ha invece sostenuto che l’uomo avesse rallentato e inserito l’indicatore di direzione prima della svolta e che non potesse prevedere l’arrivo di un’auto a una velocità così elevata.

Oggi, venerdì 8 maggio 2026, il tribunale di Cuneo ha assolto l’imputato perché il fatto non costituisce reato, accogliendo la tesi difensiva e chiudendo di fatto il procedimento giudiziario legato alla tragedia.

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