EconomiaTorino
Vincenzo Nettis eletto presidente provinciale di Confesercenti Torino
Confesercenti lancia la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare negozi e mercati
Vincenzo Nettis è stato eletto presidente provinciale di Confesercenti Torino. Nettis è stato votato all’unanimità dall’assemblea elettiva dell’associazione che si è tenuta al Collegio Carlo Alberto a Torino.
Nettis, 51 anni, sposato, due figli, è titolare dell’impianto di distribuzione carburanti di piazza Bernini a Torino. Attualmente è presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Faib, l’associazione dei benzinai, e componente della giunta provinciale di Confesercenti.
Succede a Giancarlo Banchieri, che ha guidato Confesercenti Torino negli ultimi dieci anni e che conserva la carica di presidente di Confesercenti Piemonte.
Il nuovo presidente sarà affiancato da Fulvio Griffa, eletto nel ruolo di vicepresidente vicario. Griffa, imprenditore nel mondo della ristorazione, è attualmente presidente di Fiepet, l’associazione dei pubblici esercizi, e di Assoturismo, oltre che componente della giunta provinciale.
Carlo Chiama e Giovanni Fariello, sono stati confermati rispettivamente nei ruoli di direttore e di vicedirettore.
“Fra il 2019 e il 2026 (il dato è aggiornato al primo trimestre) – ha detto Nettis – il commercio a Torino ha perso oltre il 13% delle imprese e le percentuali sono ancora peggiori se consideriamo la Provincia e la Regione. Stiamo parlando di negozi e mercati; ma anche il settore della somministrazione, che pure è il più dinamico, ha subito una contrazione del 10%, anche se nell’ultimo anno si riscontra una inversione di tendenza e il saldo fra aperture e chiusure è tornato, per fortuna, positivo. Forse queste percentuali da sole non danno totalmente il senso della crisi che viviamo: vi sono settori in cui il calo non è del 13%, ma del 25% o del 30%: mi limito a citare le edicole (quasi soppiantate dall’informazione online), i negozi di abbigliamento (alle prese con la concorrenza sleale delle grandi piattaforme del web), gli stessi mercati (le cui difficoltà ne limitano la tradizionale funzione di termometro dei prezzi).
“Se consideriamo le sole aperture la situazione ci appare ancora più preoccupante. Meno 70% in dieci anni, meno 9% nell’ultimo anno: sono queste le percentuali del calo delle aperture dei negozi in Piemonte certificate dall’ufficio studi di Confesercenti. Nel 2013 le aperture furono 4.581; nel 2025 si sono ridotte a meno di 1300. In pratica, per ogni negozio che ha aperto ne hanno chiuso 2,4. Dieci anni fa, il rapporto fra chiusure e aperture era di 1,5. Se questa tendenza proseguisse senza inversioni, già nel 2034 il numero di nuove aperture potrebbe arrivare vicino allo zero, segnando la fine del commercio come lo conosciamo.
Per questo Confesercenti lancia la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare negozi e mercati per intervenire in modo strutturale per invertire una tendenza di lungo periodo. I negozi e i mercati sono un patrimonio di tutti, da tutelare e valorizzare, perché rappresentano: comunità, sicurezza e anche servizio di prossimità per una popolazione sempre più anziana.
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