CulturaTorino
Al MAUTO un viaggio dentro Automobili: Dalla e Roversi tra musica, auto e futuro
Nel 1976 Lucio Dalla e il poeta Roberto Roversi pubblicano Automobili, un concept album che già all’uscita appare fuori dagli schemi
TORINO – Un disco che diventò teatro, una canzone che si trasformò in critica sociale, un’automobile che diventa chiave per leggere la modernità. Al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino prende vita un nuovo progetto espositivo dedicato a LUCIO DALLA & ROBERTO ROVERSI. AUTOMOBILI. UN DISCO., visitabile dal 13 maggio al 20 settembre.
La mostra non si limita a raccontare un album, ma lo trasforma in esperienza immersiva: materiali d’archivio, immagini, documenti e vetture storiche costruiscono un percorso in cui le canzoni diventano spazio, memoria e riflessione sul presente.
Un album nato per rompere le regole
Nel 1976 Lucio Dalla e il poeta Roberto Roversi pubblicano Automobili, un concept album che già all’uscita appare fuori dagli schemi. Non un prodotto discografico tradizionale, ma un’opera politica e poetica sul mito dell’automobile e sulla società industriale italiana.
Ridotto da undici a sei brani nella versione LP, il progetto segna anche la fine della collaborazione tra i due autori. Oggi, però, la mostra restituisce anche le tracce delle canzoni escluse, fondamentali per comprendere la visione originaria dell’opera.
L’auto come simbolo della modernità
All’epoca, Automobili fu percepito come un lavoro difficile, quasi spiazzante. L’automobile non è solo progresso o libertà: è anche alienazione, consumo, trasformazione urbana. Un oggetto che racconta le contraddizioni dell’Italia del boom economico.
Una lettura che oggi appare sorprendentemente attuale, in un tempo segnato da crisi climatica, mobilità sostenibile e ridefinizione del rapporto tra tecnologia e ambiente.
Tra archivi, lettere e immagini d’epoca
Il percorso espositivo riunisce materiali provenienti dall’archivio di Antonio Bagnoli, nipote di Roversi: taccuini, lettere tra gli autori, locandine dello spettacolo teatrale Il futuro dell’automobile, documenti SIAE e materiali televisivi del 1977.
Un insieme che racconta non solo un album, ma un’intera stagione culturale e politica della musica italiana.
Due auto, due immaginari dell’Italia
Accanto ai documenti, due vetture simboliche raccontano l’evoluzione dell’automobile nel Novecento italiano.
La Alfa Romeo Tipo B P3 del 1932 richiama l’epica delle corse e il mito della velocità, evocato anche nel brano Nuvolari, tra eroi e competizioni leggendarie.
La Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 rappresenta invece la motorizzazione di massa: l’auto del boom economico, delle famiglie e della vita quotidiana.
Un’opera che parla al presente
A cinquant’anni dalla sua uscita, Automobili torna così a interrogare il presente. Non come nostalgia, ma come strumento critico per leggere il rapporto tra uomo, tecnologia e futuro.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

