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Aule come Pan di Stelle non sono pubblicità, l’Agcm ritiene di non dover procedere

Secondo il Garante, non esistono elementi sufficienti per avviare un procedimento istruttorio.

Gabriele Farina

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TORINO – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di archiviare il caso relativo al progetto educativo “Sogna e credici fino alle stelle”, promosso da Pan di Stelle in collaborazione con Docenti e Formazione e accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Secondo il Garante, non esistono elementi sufficienti per avviare un procedimento istruttorio.

L’esposto dell’ordine dei medici

La vicenda era nata a seguito di un esposto presentato a febbraio dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino, che aveva sollevato dubbi sulla natura dell’iniziativa rivolta alle scuole primarie. Il caso era stato attivato a partire da una segnalazione di un genitore di Almese, nel Torinese, poi trasmessa alle autorità competenti, tra cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e il Ministero stesso.

Al centro della contestazione, un progetto promosso da Barilla attraverso il brand Pan di Stelle, pensato per le scuole e presentato come un’iniziativa didattica di educazione civica. Il programma, attivo dal 2025, offre gratuitamente alle classi delle scuole primarie contenuti educativi e attività volte a stimolare creatività, fiducia e capacità di immaginazione, con la possibilità di vincere la cosiddetta “aula dei sogni”.

L’aula dei sogni

Proprio quest’ultima rappresenta il punto più discusso dell’iniziativa: uno spazio scolastico arredato con elementi fortemente ispirati all’estetica del marchio Pan di Stelle, dai colori alle decorazioni fino agli arredi tematici, pensati per ricreare un ambiente immersivo fatto di stelle, atmosfere oniriche e riferimenti visivi coerenti con il brand. Una scelta che ha sollevato interrogativi sul confine tra progetto educativo e comunicazione commerciale, con alcuni osservatori che hanno parlato di possibile “neuromarketing” rivolto ai più giovani.

L’OMCeO Torino aveva chiesto un approfondimento proprio su questo aspetto, interrogandosi sull’opportunità di un progetto che, pur privo di riferimenti espliciti a prodotti o loghi, utilizza un immaginario fortemente riconducibile a un marchio commerciale all’interno di un contesto scolastico.

L’archiviazione

Nel provvedimento di archiviazione, arrivato a fine aprile, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha però chiarito che, sulla base delle informazioni ricevute il 18 marzo 2026, “non sussistono elementi sufficienti per un approfondimento istruttorio”. In assenza di ulteriori riscontri, l’Autorità non ha quindi ravvisato i presupposti per procedere.

Dal canto suo, Barilla ha sempre respinto ogni accusa, ribadendo la natura esclusivamente educativa e motivazionale del progetto. L’iniziativa, secondo l’azienda, nasce con l’obiettivo di offrire alle scuole strumenti innovativi per la didattica e per valorizzare la creatività degli studenti, in collaborazione con soggetti del mondo della formazione e con il coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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