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Bloomberg analizza il rapporto MI-TO: Milano offre stipendi e opportunità, Torino qualità della vita e affitti più accessibili 

La storia di chi vive a Milano ma sceglie di vivere a Torino, facendo il pendolare con i treni ad alta velocità

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Un articolo di Bloomberg ha analizzato di recente il rapporto fra Milano e Torino e ha sottolineato come la prima offra stipendi e opportunità, la seconda qualità della vita e affitti più accessibili

L’articolo racconta come il boom economico e finanziario di Milano stia trasformando la città in una specie di magnete della ricchezza, ma con effetti collaterali sempre più pesanti: affitti alle stelle, costo della vita in aumento e crescente difficoltà per professionisti e giovani lavoratori nel permettersi di vivere lì.

Secondo Bloomberg, negli ultimi anni Milano ha attirato investimenti internazionali, società finanziarie, aziende tech e professionisti ad alto reddito. Anche alcuni incentivi fiscali per lavoratori rientrati dall’estero e stranieri benestanti hanno contribuito a spingere ulteriormente domanda immobiliare e prezzi.

L’articolo racconta il caso di giovani professionisti che lavorano a Milano ma scelgono di vivere a Torino, facendo i pendolari ogni giorno con i treni ad alta velocità. Bloomberg descrive questo fenomeno come un nuovo asse economico tra le due città: Milano offre stipendi e opportunità, Torino qualità della vita e affitti più accessibili.

Tra i motivi per cui molti scelgono Torino: le case molto meno care, la città percepita come più vivibile e meno stressante; più verde e ritmi più tranquilli; collegamenti ferroviari veloci che permettono .

Bloomberg paragona questa dinamica a fenomeni già presenti in altri Paesi, come chi vive a Philadelphia e lavora a Manhattan o chi vive a Birmingham e lavora a Londra.

L’articolo sottolinea anche un problema più ampio: Milano sta diventando sempre più una città per ricchi e investitori internazionali, mentre studenti, famiglie e lavoratori “normali” vengono gradualmente spinti fuori dal centro urbano. Alcuni osservatori parlano apertamente di gentrificazione e perdita dell’identità sociale tradizionale della città.

Il risultato è che il mercato immobiliare è diventato uno dei più costosi d’Italia: gli affitti in molte zone centrali superano ormai i 25–30 euro al metro quadrato; i prezzi delle case sono aumentati fortemente nell’ultimo decennio; anche avvocati, manager e professionisti con stipendi sopra la media fanno fatica a sostenere il costo della vita milanese.

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