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Torino al buio, blackout a catena. Lo Russo: “È un’emergenza, rete vecchia”
Senza luce i quartieri di Crocetta, Cit Turin, Centro e Corso Francia
TORINO – A causa dell’improvvisa ondata di calore, una vera e propria reazione a catena ha lasciato Torino senza luce. Dopo i primi guasti a macchia di leopardo registrati nello scorso fine settimana, l’allarme blackout in città si è trasformato in un disagio strutturale, culminato tra la serata di ieri e la mattinata di oggi conseguentemente all’uso sfrenato di impianti di raffreddamento (e non solo) volti a contrastare le anomalie metereologiche.
Ieri sera, 26 maggi, tra le 20:30 e le 21:30 un esteso blocco ha colpito i quartieri della Crocetta, Cit Turin e il centro città e in molti palazzi il buio si è protratto per oltre due ore. Questa mattina, un blackout ancora più pesante ha paralizzato l’asse di corso Francia e piazza Bernini, lasciando residenti e attività commerciali senza corrente dalle 10:00 alle 13:00.
L’ira del Sindaco: “Infrastrutture lasciate indietro”
A dare voce all’esasperazione dei torinesi è sceso in campo direttamente il sindaco Stefano Lo Russo. Intervenuto ieri sera ai microfoni della trasmissione “Tuttocittà. Il sindaco in diretta” (su ToRadio, Radio Gtt e Radio Zip), il primo cittadino non ha usato giri di parole, definendo la situazione “un’emergenza”.
“La rete elettrica di Torino, soprattutto quella di media tensione, è piuttosto vecchia – ha spiegato Lo Russo, puntando il dito contro le mancanze del passato –. Negli anni queste infrastrutture sono state lasciate indietro sul piano della manutenzione e oggi, con l’aumento delle temperature e dei consumi elettrici, emergono tutte le criticità”.
Il richiamo a Iren e la doccia fredda sui tempi
Il sindaco ha sollecitato pubblicamente Iren a farsi carico tempestivamente del problema, ma ha anche preparato i cittadini a una realtà complessa, che non ammette soluzioni magiche dall’oggi al domani. “La manutenzione delle reti è in programma – ha avvertito Lo Russo – ma questo è un intervento pervasivo che richiederà tempo”.
In attesa dei cantieri, a Torino si spera che la rete regga l’impatto dei primi veri caldi estivi.
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