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La ristorazione diversamente automatica: storia di un’impresa torinese ospitata all’ONU

Un progetto, divenuto impresa, che ha raggiunto le vette istituzionali ed è oggi scelto da tanti

Chiara Scerba

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TORINO – Nata quasi per gioco nel 2021 gestendo un singolo distributore automatico in una scuola, oggi BreakCotto è un modello d’impresa studiato a livello globale. L’azienda torinese, nata dalla sinergia tra Chicco Cotto e la multinazionale IVS Italia, forma e assume giovani e adulti con disabilità nel settore della ristorazione automatica.

Il successo di questo modello di business inclusivo è stato così dirompente da portare l’azienda – e i suoi formidabili lavoratori – a insegnare il proprio metodo ai potenti della Terra, con inviti ufficiali prima all’ONU a New York (nel 2024) e successivamente all’UNESCO a Parigi.

In un suo intervento ad una conferenza internazionale Andrea Bonsignori, il Presidente di Breakcotto, spiega come in quanto  azienda recente nel settore, “vorremmo raccontare la sfida dell’unione tra le grandi holding mondiali e il valore aggiunto della dedizione delle persone con disabilità e non solo. Un’economia più equa e scalabile da tutti è il vero modello inclusivo”

I vantaggi per le aziende clienti

Il progetto offre alla clientela un servizio eccellente e sostenibile. Scegliendo i distributori firmati BreakCotto, infatti, le aziende non solo favoriscono l’integrazione sociale, ma possono accedere a importanti benefici e sgravi fiscali legati all’assolvimento delle quote protette.

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