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Niente social ai minori, la Class Action entra nel vivo: scontro in aula tra MOIGE e Big Tech
Il Tribunale delle Imprese di Milano ha fissato al 19 novembre 2026 la data dell’udienza finale del procedimento
MILANO – Come accennato lo scorso 8 maggio, la battaglia legale sulla tutela dei minori nel mondo digitale è ufficialmente partita, e parla anche piemontese. La storica class action inibitoria promossa dal MOIGE (Movimento Italiano Genitori) contro i colossi Meta (proprietaria di Facebook e Instagram) e TikTok, patrocinata dallo studio legale torinese Ambrosio & Commodo, sta affrontando i suoi primi decisivi passaggi nelle aule di giustizia.
Al centro della contesa, lo ricordiamo, c’è la presenza considerata illegale di circa 3,5 milioni di bambini italiani under 14 sulle piattaforme social e i presunti danni psicologici legati agli algoritmi.
Il primo round: l’udienza del 14 maggio
Il primo faccia a faccia tra i legali delle famiglie e gli avvocati delle multinazionali del web è andato in scena il 14 maggio davanti al Tribunale delle Imprese di Milano. Un’udienza che ha registrato un acceso dibattito sulle tempistiche e sulle competenze.
Da un lato, i legali del MOIGE hanno depositato nuove documentazioni per sostenere che le aziende sarebbero a conoscenza dei meccanismi di dipendenza innescati dalle loro interfacce (come lo scroll infinito e il rinforzo variabile), chiedendo ai giudici tempi processuali strettissimi vista la natura di “salute pubblica” della questione.
Dall’altro lato, le difese di Meta e TikTok hanno opposto una ferma resistenza tecnica. Gli avvocati delle multinazionali hanno sollevato eccezioni preliminari, contestando in primis la giurisdizione e la competenza dei giudici italiani a legiferare sulle loro condotte operative. Inoltre, le difese hanno cercato di ridimensionare la validità e la portata scientifica dei documenti presentati dall’accusa, innescando un prevedibile allungamento dei tempi di dibattimento.
La novità
Nonostante il braccio di ferro procedurale, il Tribunale di Milano ha tracciato il percorso del processo, fissando la data al 19 novembre 2026, che ha un forte valore simbolico; infatti la data cade esattamente alla vigilia della Giornata Mondiale per i Diritti e la Tutela dei Bambini, ricorrenza istituita dall’ONU.
Per arrivare a quel giorno, il Collegio dei Giudici ha stabilito un rigoroso calendario di tappe intermedie, necessarie per consentire a entrambe le parti un adeguato approfondimento giuridico e istruttorio.
Questo processo accenderà il dibattito popolare e giuridico nei prossimi mesi e il suo esito è destinato a creare un precedente in tutta Europa.
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