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Emergenza caldo, la Regione Piemonte anticipa l’ordinanza che tutela i lavoratori dei settori più esposti
Cisl Piemonte: «Bene l’ordinanza, chiediamo alle aziende di applicarla con rigore e spirito autentico, non come adempimento formale»
PIEMONTE – A causa delle temperature record, l’ordinanza anti-caldo della giunta Cirio arriva più di un mese prima rispetto all’anno scorso. Entra in vigore oggi, 30 maggio, in Piemonte, l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi che introduce sino al 31 agosto le misure straordinarie a tutela per i lavoratori maggiormente esposti al rischio derivante dalle alte temperature.
Cosa prevede l’ordinanza?
Il provvedimento riguardai lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider), delle cave e in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.
L’ordinanza prevede l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16, nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto. Non si applica se sono garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…).
Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione chiede ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche.
Caldo estremo fenomeno non più occasionale
«Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero abbassarsi, ma sappiamo che il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione, spesso improvvisa, con cui dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente. Per questo abbiamo firmato l’ordinanza in modo da essere pronti in caso di caldo anomalo per tutelare i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive» – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi.
«La prevenzione resta l’arma più efficace» – aggiunge il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone – «L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi».
Al fine di fare il punto sull’applicazione dell’ordinanza e sull’esperienza degli anni scorsi, la prossima settimana sarà convocato in Regione il tavolo sull’emergenza caldo, con i soggetti interessati e le direzioni regionali competenti.
La Cisl accoglie positivamente l’ordinanza
«Le ondate anomale di calore, come quelle di questi giorni, e il caldo che arriva con la stagione estiva rappresentano un rischio reale e sottovalutato per migliaia di lavoratori piemontesi» — dichiara Luca Caretti, segretario generale Cisl Piemonte —. «Edili, agricoltori, florovivaisti, rider, operatori della logistica sono categorie che ogni giorno lavorano sotto il sole senza possibilità di riparo. Bene ha fatto la Regione Piemonte ad approvare con largo anticipo rispetto all’anno scorso, lo stop obbligatorio nella fascia 12:30-16:00 nei giorni di rischio alto e di maggior caldo, tutelando in primo luogo la salute dei lavoratori. Come Cisl chiediamo alle aziende di applicare l’ordinanza con rigore e spirito autentico, non come adempimento formale. Le misure organizzative (ombra, acqua, turni adeguati) devono essere garantite concretamente, a partire dai lavoratori più fragili e da quelli con patologie croniche. Nei prossimi giorni chiederemo comunque un incontro alla Regione per approfondire eventuali situazioni particolari».
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