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Pannoloni lasciati in strada, la denuncia dei caregiver: “Manca rispetto per le persone fragili”
La vicenda riaccende così l’attenzione sulle difficoltà quotidiane che molte famiglie affrontano nell’assistenza ai propri cari
TORINO – Nuova denuncia da parte del Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti (CFU), che punta il dito contro le modalità di consegna dei presidi sanitari destinati alle persone non autosufficienti. Al centro della segnalazione un episodio avvenuto nei giorni scorsi in Piemonte, che secondo l’associazione evidenzia criticità diffuse nei servizi rivolti alle famiglie che assistono anziani e persone con disabilità.
A raccontare quanto accaduto è Leda Morena, iscritta al CFU Piemonte e caregiver familiare della madre. Nella giornata di venerdì 29 maggio si sarebbe vista recapitare una fornitura di pannoloni destinata alla donna senza alcun contatto preventivo o avviso da parte del corriere incaricato.
Gli scatoloni lasciati in strada
Secondo quanto riferito, gli scatoloni sarebbero stati lasciati direttamente sulla pubblica via, sotto il citofono del palazzo, senza verificare la presenza di qualcuno in grado di ritirare il materiale. La consegna sarebbe stata effettuata dalla società CTV Srl attraverso il deposito di San Mauro Torinese.
«Non pretendo la consegna sulla soglia di casa – racconta Leda Morena – ma almeno l’educazione e il buon senso di avvisare e attendere che qualcuno possa ritirare il materiale. Quegli scatoloni potevano essere rubati, rovinarsi sotto la pioggia o finire in mezzo alla strada causando persino incidenti».
Per il Coordinamento Caregiver Familiari Uniti il problema non riguarda soltanto il disagio causato dal singolo episodio, ma solleva interrogativi più ampi sull’organizzazione dei servizi destinati alle persone fragili.
La denuncia dell’associazione
L’associazione evidenzia infatti come molte delle persone che ricevono questo tipo di forniture siano anziani, disabili o caregiver che vivono da soli e che potrebbero trovarsi nell’impossibilità materiale di recuperare scatoloni pesanti lasciati all’esterno dell’abitazione.
«Ci chiediamo come possa fare una persona anziana, una persona con disabilità o un caregiver solo in casa a recuperare autonomamente scatoloni pesanti lasciati in strada, magari dovendo affrontare scale o ascensori senza alcun supporto», sottolinea il CFU.
La vicenda riaccende così l’attenzione sulle difficoltà quotidiane che molte famiglie affrontano nell’assistenza ai propri cari. Secondo il Coordinamento, troppo spesso chi si occupa di una persona non autosufficiente viene lasciato solo anche nella gestione delle necessità più elementari.
«La dignità delle persone fragili passa anche da queste cose. Non si può parlare di inclusione e assistenza se poi manca persino il rispetto umano minimo nella gestione di beni essenziali come i presidi sanitari», afferma l’associazione.
Ci vuole maggiore attenzione
Per questo il Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti chiede una maggiore attenzione da parte delle aziende incaricate delle consegne sanitarie e invita istituzioni e operatori del settore ad aprire una riflessione sui servizi domiciliari rivolti alle persone non autosufficienti.
L’obiettivo, spiegano dal CFU, è garantire procedure che tengano conto delle reali condizioni dei destinatari delle forniture, evitando che presidi indispensabili per la salute e l’assistenza quotidiana vengano trattati come semplici pacchi da recapitare senza alcuna considerazione per le esigenze delle famiglie che li attendono.
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