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Cascina Spiotta, l’affondo del pm in aula: “Mentre le BR uccidevano, il partigiano Pertini andava ai funerali”

Il forte rimando a Sandro Pertini durante il processo agli ex BR, ad una giustizia fatta di valori e legalità

Chiara Scerba

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ALESSANDRIA – Parola forti, quelle echeggiate oggi, in Corte d’Assise ad Alessandria per il processo sulla sparatoria del 1975 alla Cascina Spiotta. Dopo aver formulato le pesanti richieste di condanna, tra cui l’ergastolo per Renato Curcio e Mario Moretti e 21 anni per Lauro Azzolini, il pubblico ministero Emilio Gatti ha lanciato un duro affondo storico e morale rivolto direttamente a uno degli imputati.

Il magistrato ha voluto replicare con fermezza ad alcune dichiarazioni rilasciate in aula da Lauro Azzolini, il quale aveva rivendicato con orgoglio le proprie origini a Reggio Emilia, descrivendola come una terra storicamente antifascista e partigiana.

“Quando Azzolini ha detto in aula di essere originario di Reggio Emilia sottolineando che è una città antifascista e partigiana, io ho pensato a Sandro Pertini – ha ribattuto fermamente il pm Emilio Gatti davanti ai giudici -. Pertini è stato antifascista ed è stato partigiano. E quando i compagni di Azzolini uccidevano carabinieri, magistrati e poliziotti, Pertini andava al funerale”.

Un parallelo netto che rimarca la distanza invalicabile tra i valori della Resistenza istituzionale e la lotta armata delle Brigate Rosse, costata la vita all’appuntato dei carabinieri Giovanni d’Alfonso.

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