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Minacce al sindaco di Varallo, condanna delle Associazioni Italia-Israele del Piemonte

Il messaggio finale del comunicato è netto: di fronte a odio, antisemitismo, estremismo e violenza politica non possono esserci ambiguità né silenzi

Gabriele Farina

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VARALLO SESIA – Le Associazioni Italia-Israele di Torino, Alba Bra Langhe Roero, Alessandria, Asti e Piemonte hanno espresso una ferma condanna per le gravi minacce rivolte al sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, destinatario di una lettera intimidatoria contenente un proiettile e messaggi d’odio riconducibili a un sedicente “Movimento Anti Sionista”.

Secondo quanto riportato nel comunicato congiunto diffuso dalle associazioni aderenti all’Unione Associazioni Italia-Israele, l’episodio rappresenta un fatto di eccezionale gravità. La missiva conteneva un proiettile calibro .40 Smith & Wesson e un’esplicita minaccia di morte, con riferimenti alla possibilità di “cominciare a sparare”.

Le associazioni hanno espresso piena solidarietà al sindaco Bondetti, sottolineando vicinanza umana e sostegno istituzionale, oltre a riconoscere la fermezza dimostrata dal primo cittadino nell’affrontare la vicenda.

Nel comunicato viene inoltre evidenziata preoccupazione per le intimidazioni rivolte anche a Ugo Luzzati, al cosiddetto “progetto Baita” e alle famiglie israeliane che hanno scelto di vivere in Valsesia. Secondo i firmatari, si tratta di un attacco diretto ai principi di convivenza civile, integrazione, libertà di residenza e pluralismo.

Le associazioni denunciano come inaccettabile il fatto che cittadini israeliani, famiglie con bambini, lavoratori e nuovi residenti possano diventare bersagli per ragioni legate alla loro nazionalità o identità ebraica.

Particolarmente dura la condanna nei confronti del linguaggio utilizzato nella lettera intimidatoria. L’espressione “nazi sionisti”, si legge nel documento, rappresenterebbe una mistificazione storica e morale dal chiaro contenuto antisemita, capace di alimentare odio, discriminazione e violenza.

Le associazioni ribadiscono una distinzione netta tra il legittimo dissenso politico e il ricorso alla violenza. Criticare le decisioni di qualsiasi governo, sottolineano, rientra pienamente nel confronto democratico. Diverso è minacciare amministratori pubblici o intimidire cittadini con azioni violente, superando i limiti della legalità e della convivenza civile.

Nel comunicato viene anche rivolto un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola la comunità locale. Le associazioni chiedono che il sindaco di Varallo, il prefetto di Vercelli e tutte le autorità competenti garantiscano adeguata tutela alle famiglie israeliane presenti in Valsesia, affinché possano continuare a vivere e integrarsi in sicurezza.

Fiducia viene espressa anche nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, con l’auspicio che i responsabili siano individuati rapidamente e perseguiti con il massimo rigore previsto dalla legge. Tra le ipotesi che gli investigatori sono chiamati ad approfondire, le associazioni chiedono di valutare con attenzione anche l’eventuale matrice terroristica dell’episodio.

Il messaggio finale del comunicato è netto: di fronte a odio, antisemitismo, estremismo e violenza politica non possono esserci ambiguità né silenzi. Secondo le Associazioni Italia-Israele del Piemonte, istituzioni, associazioni e società civile devono fare fronte comune per difendere i valori democratici e contrastare ogni forma di intimidazione e terrorismo.

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