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Il Pertus di Colombano Romean compie 500 anni, la sua storia

Il Gran Pertus è un canale artificiale scavato nella roccia tra il 1526 e il 1533 dal minatore chiomontino Colombano Romean

Gabriele Farina

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Di Francofranco56 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62380588

CHIOMONTE – L’Associazione Chiomonte Imprend’Oc ha presentato il calendario ufficiale delle iniziative dedicate al 500° anniversario del Pertus di Colombano Romean, una delle opere ingegneristiche più straordinarie della storia alpina. Tra luglio e novembre 2026, Chiomonte sarà al centro di un fitto programma di eventi culturali, escursioni e momenti commemorativi pensati per valorizzare il patrimonio storico e identitario della Val di Susa.

Un calendario di eventi tra storia e territorio

Le celebrazioni per il mezzo millennio del Pertus includeranno visite guidate al traforo e ai luoghi legati alla sua realizzazione, conferenze con storici ed esperti, escursioni tematiche lungo i sentieri della Val di Susa e una giornata commemorativa con la partecipazione delle istituzioni locali.

Non mancheranno attività divulgative rivolte alle famiglie e agli appassionati di storia locale, con l’obiettivo di rendere accessibile a un pubblico ampio il valore culturale e tecnico dell’opera. Il programma completo è stato diffuso tramite locandine e volantini disponibili nei punti informativi del paese e attraverso i canali dell’associazione.

«Il Pertus rappresenta un simbolo di ingegno, determinazione e identità per tutta la nostra comunità» sottolinea l’Associazione Chiomonte Imprend’Oc. «Celebrare i 500 anni di questa opera significa rendere omaggio alla storia della Val di Susa e alla capacità dell’uomo di trasformare la montagna con rispetto e coraggio».

La storia del Pertus: un’impresa pionieristica nelle Alpi

Il cosiddetto Gran Pertus è un canale artificiale scavato nella roccia tra il 1526 e il 1533 dal minatore chiomontino Colombano Romean, figura oggi considerata emblematica dell’ingegneria alpina del XVI secolo.

L’opera nacque con una funzione pratica fondamentale: garantire l’irrigazione dei terreni e migliorare la gestione delle acque in un territorio montano complesso e soggetto a forti variazioni stagionali. In un’epoca in cui la tecnologia era limitata agli strumenti manuali e alla conoscenza empirica del territorio, la realizzazione di un traforo di tale portata rappresentò una sfida straordinaria.

Secondo le ricostruzioni storiche, il lavoro richiese anni di scavo interamente a mano nella roccia, con tecniche rudimentali ma sorprendentemente efficaci. La lunghezza e la precisione del tracciato testimoniano non solo l’abilità tecnica di Romean, ma anche una profonda conoscenza del comportamento delle acque e della conformazione geologica della montagna.

Nel tempo, il Pertus è diventato molto più di un’opera idraulica: è un simbolo dell’ingegno alpino e della capacità delle comunità locali di adattarsi all’ambiente montano. Oggi rappresenta una delle testimonianze più significative della storia rurale della Val di Susa e un punto di riferimento per escursionisti, studiosi e appassionati di archeologia del paesaggio.

A cinque secoli dalla sua realizzazione, il Pertus continua dunque a raccontare una storia di fatica, innovazione e resilienza, che le celebrazioni del 2026 intendono riportare al centro dell’attenzione pubblica.

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