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Piemonte, riapre l’Osservatorio sull’emergenza idrica: deficit di piogge e fiumi in sofferenza

La decisione arriva alla luce degli ultimi dati diffusi da Arpa Piemonte, che fotografano una situazione di marcato deficit idrico su tutto il territorio regionale

Gabriele Farina

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TORINO – La Regione Piemonte riapre l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica per il monitoraggio costante e capillare dello scenario idro-meteorologico e annuncia la convocazione di un tavolo specifico dedicato al Lago Maggiore. La decisione arriva alla luce degli ultimi dati diffusi da Arpa Piemonte, che fotografano una situazione di marcato deficit idrico su tutto il territorio regionale, aggravata da temperature superiori alla media e precipitazioni insufficienti.

«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio» ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati. «Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo l’Osservatorio regionale per un monitoraggio costante e capillare e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità».

Manca la pioggia

Secondo i dati Arpa, nell’ultimo mese le precipitazioni medie in Piemonte sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media del periodo 1991-2020, con punte del -50% nelle aree settentrionali e orientali della regione. Anche il bilancio idrologico dall’inizio dell’anno mostra un deficit significativo (-23%), mentre dall’inizio dell’anno solare la riduzione si attesta intorno al 6%.

Le conseguenze si riflettono anche sul livello di siccità, classificato tra lieve e moderato su scale temporali di uno e tre mesi, in particolare dopo i mesi di marzo e aprile 2026 caratterizzati da scarse precipitazioni.

Temperature alte

Sul fronte termico, maggio ha fatto registrare un’anomalia positiva media di circa +1,1°C rispetto alla norma climatica 1991-2020. Nonostante un avvio più fresco, il mese è stato il settimo più caldo degli ultimi 70 anni in Piemonte, con un’impennata delle temperature nella terza decade.

Critica anche la situazione delle risorse idriche. Il livello di neve equivalente (SWE), fondamentale per alimentare fiumi e invasi, è risultato inferiore del 31% rispetto alla media, complice la riduzione del manto nevoso soprattutto nelle aree occidentali e settentrionali della regione.

Fiumi senz’acqua

Le portate dei corsi d’acqua risultano ampiamente sotto la media storica: il fiume Sesia registra un -67%, mentre Tanaro, Varaita e Toce si attestano attorno a un -50%. Anche il Po, nel tratto piemontese, segna una portata media mensile inferiore del 46%.

Preoccupante anche la situazione delle falde sotterranee, con livelli in molti casi superiori al 75° percentile, indicativi di soggiacenza elevata e potenziali condizioni di criticità in evoluzione.

Per il mese di giugno, i dati aggiornati evidenziano precipitazioni inferiori al 50% della norma e portate dei corsi d’acqua ancora in calo, con le aree più colpite situate a sud del Po. Le previsioni indicano un ulteriore peggioramento, con temperature superiori alla media e piogge scarse o assenti.

Situazione e previsioni

Anche la scorsa settimana ha confermato il trend: temperature medie di 18,1°C, con un’anomalia positiva di circa +2°C, e precipitazioni molto ridotte, pari a circa 5 mm sul bacino del Po. Le condizioni idriche risultano nella norma solo in alcune aree del nord della regione, mentre nel resto del Piemonte si registra un deficit da lieve a moderato.

Le previsioni per i prossimi giorni non lasciano spazio a inversioni di tendenza: attese temperature superiori alla norma anche di 5-6°C, piogge sotto la media e ulteriore riduzione della disponibilità idrica soprattutto nelle zone occidentali e nel Cuneese.

In questo contesto, la Regione Piemonte ha avviato formalmente la riapertura dell’Osservatorio regionale per l’emergenza idrica, con l’obiettivo di coordinare il monitoraggio delle risorse destinate all’uso potabile, agricolo e ambientale, e ha annunciato la creazione di un tavolo dedicato alla gestione del Lago Maggiore, considerato uno degli snodi più delicati dell’attuale fase climatica.

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