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CronacaTorino

Furto milionario alla casa d’aste Sant’Agostino, recuperata parte della refurtiva nel campo nomadi alla Falchera

Tra gli oggetti ritrovati figurano preziosi di grande valore: un anello con due diamanti, un altro con un rubino, orologi di pregio, gioielli in oro e un bracciale impreziosito da sei perle giapponesi

Gabriele Farina

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TORINO – Svolta nelle indagini sul clamoroso furto milionario messo a segno lo scorso 7 giugno ai danni della casa d’aste Sant’Agostino di Torino. Una parte del bottino è stata recuperata dai carabinieri durante una perquisizione effettuata nelle prime ore di lunedì 23 giugno nel campo nomadi di Strada del Villaretto, nel quartiere Falchera.

Tra gli oggetti ritrovati figurano preziosi di grande valore: un anello con due diamanti, un altro con un rubino, orologi di pregio, gioielli in oro e un bracciale impreziosito da sei perle giapponesi. Si tratta di una porzione della refurtiva sottratta durante il colpo, che aveva fruttato ai ladri un bottino superiore al milione di euro.

L’operazione dei carabinieri ha portato anche a un arresto. In manette è finito un uomo con precedenti per furto, mentre la moglie è stata denunciata per ricettazione. Durante la perquisizione, oltre ai preziosi, i militari hanno sequestrato anche una borsa contenente 13 mila euro in contanti.

Le indagini sono tutt’altro che concluse. Al momento risultano due persone indagate e il recupero della refurtiva è soltanto parziale. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire l’intera rete coinvolta nel colpo e per identificare tutti i membri della banda.

La ricostruzione del colpo

Secondo gli inquirenti, l’uomo arrestato potrebbe essere uno dei quattro malviventi incappucciati immortalati dalle telecamere di sicurezza della casa d’aste. Le immagini mostrano un’azione rapidissima e pianificata nei minimi dettagli: erano circa le 4 del mattino quando i ladri sono entrati in azione, impiegando meno di cinque minuti per impossessarsi di oltre 300 pezzi tra orologi, gioielli e altri oggetti preziosi.

Un colpo fulmineo, eseguito con modalità che fanno pensare a una banda di professionisti. Il lavoro investigativo dei carabinieri ha però consentito di arrivare fino al campo della Falchera, dove è stata rinvenuta gran parte del bottino.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi, ma la pista appare promettente. Il recupero della refurtiva e l’arresto potrebbero rappresentare solo il primo passo verso lo smantellamento completo della banda responsabile del furto. Per gli altri componenti del gruppo, il cerchio sembra stringersi rapidamente.

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