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I detenuti di Fossano trasformano in arte i ricordi degli ospiti della RSA di Dogliani

Il progetto si è sviluppato in due fasi complementari

Gabriele Farina

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DOGLIANI – Si è concluso il progetto “Dalle parole alla ceramica”, un percorso educativo, artistico e sociale promosso dalla Fondazione Azzoaglio in collaborazione con la Cooperativa Perla e la Residenza La Corte di Dogliani, che ha coinvolto anche la Casa di Reclusione di Fossano in un originale scambio tra memoria, ascolto e creazione artistica.

Il progetto si è sviluppato in due fasi complementari. La prima ha preso avvio a Dogliani, all’interno della Residenza La Corte, dove educatori e arteterapeuti della Fondazione Azzoaglio hanno condotto un laboratorio dedicato alla raccolta delle memorie e delle testimonianze degli ospiti. Racconti di vita, ricordi personali ed esperienze sono stati raccolti come materiale narrativo prezioso, destinato a diventare la base del lavoro successivo.

La seconda fase si è svolta nella Casa di Reclusione di Fossano, dove le persone detenute coinvolte nel laboratorio di ceramica della Cooperativa Perla hanno trasformato quelle narrazioni in piastrelle artistiche. Un processo creativo che ha unito ascolto, interpretazione e manualità, dando forma concreta alle parole degli anziani attraverso la ceramica.

Il risultato finale è una raccolta di opere uniche: piastrelle che non rappresentano solo manufatti artistici, ma veri e propri contenitori di memoria condivisa. Ogni pezzo restituisce una storia, trasformando il racconto individuale in un patrimonio tangibile e collettivo.

«Questo progetto rappresenta in modo molto chiaro il significato del lavoro educativo e arteterapeutico che la Fondazione porta avanti nei contesti fragili – ha dichiarato Elena Ramondetti, direttrice della Fondazione Azzoaglio –. L’arte è stata utilizzata come linguaggio capace di creare connessioni tra persone che non si sono mai incontrate».

Un concetto ribadito anche dalla direzione della Residenza La Corte di Dogliani, che ha sottolineato il valore umano dell’esperienza: «Essere ascoltati e vedere la propria storia trasformata in un’opera concreta ha generato emozione e partecipazione negli ospiti, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità».

Dal laboratorio carcerario, invece, emerge il valore rieducativo del lavoro creativo. «Trasformare testimonianze autentiche in manufatti artistici ha richiesto attenzione e sensibilità – ha spiegato la Cooperativa Perla –. Un percorso che ha sviluppato non solo competenze tecniche, ma anche consapevolezza e responsabilità».

Per la Fondazione Azzoaglio, il progetto conferma la propria missione di connessione tra mondi diversi. «Attraverso la memoria degli anziani, il lavoro delle persone detenute e l’impegno degli operatori si crea una comunità più consapevole e capace di riconoscere il valore di ogni persona», hanno dichiarato i fondatori.

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