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Piano di gestione forestale per la Collina di Torino: approvato il nuovo strumento per tutelare boschi e biodiversità
Tutela biodiversità, boschi e aree protette tra Superga e Monte Musinè.
TORINO – La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore alle Foreste Marco Gallo, ha approvato il Piano di gestione forestale delle proprietà della Città di Torino, uno strumento considerato strategico per garantire una gestione sostenibile del patrimonio boschivo pubblico tra Torino, Baldissero Torinese, Pino Torinese, Moncalieri e Val della Torre, nell’area della collina torinese.
Il Piano riguarda complessivamente 429 ettari di superficie, di cui 340 boscati e 232 soggetti a gestione attiva, e definisce una serie di interventi mirati alla conservazione e valorizzazione di un patrimonio naturale di alto valore ambientale. Nell’ambito della collina di Torino rientrano 121 ettari, inclusi nel Parco naturale della Collina di Superga, mentre 105,5 ettari sono compresi nella Zona speciale di conservazione Collina di Superga. Altri 86,97 ettari ricadono nella Zona speciale di conservazione del Monte Musinè e Laghi di Caselette, a conferma del pregio ecologico delle aree interessate.
Per entrambe le Zone speciali di conservazione è stato ottenuto il parere favorevole di incidenza ambientale da parte degli enti competenti, che certifica la compatibilità degli interventi previsti con la tutela degli habitat e delle specie protette.
Un’attenzione particolare è riservata anche alla conservazione del patrimonio genetico forestale. Il Piano include infatti tre boschi da seme riconosciuti dalla Regione Piemonte e iscritti al Registro nazionale dei materiali di base: Collina di Superga – Basilica, Collina di Superga – Canarotto e Collina di Superga – Torre Pino. Si tratta di popolamenti forestali selezionati per la loro qualità genetica, fondamentali per la raccolta di semi destinati alla rigenerazione dei boschi, per i quali sono previste specifiche misure di tutela.
«Ogni Piano di gestione forestale è molto più di un documento tecnico: è una scelta strategica per il futuro del territorio», ha sottolineato l’assessore Marco Gallo, evidenziando il ruolo della collina torinese come infrastruttura naturale capace di migliorare la qualità dell’aria, assorbire anidride carbonica, mitigare le ondate di calore e contribuire alla sicurezza del territorio. «Prendersi cura della collina significa prendersi cura di Torino», ha aggiunto, richiamando la necessità di un approccio fondato su pianificazione, conoscenza scientifica e sostenibilità.
Sulla stessa linea l’assessore al Verde pubblico della Città di Torino, Francesco Tresso, che ha definito il Piano uno strumento capace di rendere più efficace e innovativa la gestione del patrimonio forestale cittadino. Le aree boschive collinari torinesi, oltre 265 ettari con circa 177 mila alberi, svolgono secondo il Comune funzioni essenziali di regolazione idrica, sequestro del carbonio, conservazione del suolo e tutela della biodiversità, oltre a rappresentare un’importante risorsa ricreativa per i cittadini. Il valore dei servizi ecosistemici offerti dai boschi è stimato in circa 20 milioni di euro l’anno.
Il Piano si inserisce nella più ampia strategia regionale di valorizzazione del patrimonio forestale piemontese, orientata a coniugare tutela ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo sostenibile, e nasce dalla collaborazione tra Regione Piemonte e Città di Torino.
I temi della pianificazione forestale saranno al centro dell’incontro “Pianificazione e progetti forestali nell’area MAB Collina Po”, in programma martedì 15 luglio al Grattacielo della Regione Piemonte, con la partecipazione di amministratori, tecnici ed enti della Riserva della Biosfera UNESCO Collina Po. L’appuntamento sarà l’occasione per approfondire il ruolo delle foreste nella tutela della biodiversità e nell’adattamento ai cambiamenti climatici.
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