Seguici su

Cittadini

“Il gazebo è il biglietto da visita”: parla chi espone da anni alle fiere piemontesi

Redazione Quotidiano Piemontese

Pubblicato

il

Sagre, mercatini artigianali, fiere del tartufo, appuntamenti legati alla vendemmia nelle Langhe: il Piemonte è una delle regioni italiane con il calendario di eventi outdoor più ricco e articolato. Dietro ogni stand c’è un lavoro di preparazione che il pubblico non vede, fatto di scelte pratiche che incidono sul risultato finale. Lo sa bene Marco, ambulante torinese che da oltre quindici anni gira i mercati e le fiere del Piemonte con il suo stand di prodotti artigianali — dagli appuntamenti di Alba alle sagre dell’Astigiano, dai mercatini del centro di Torino alle fiere autunnali del Monferrato. Negli ultimi anni ha scelto di affidarsi al gazebo professionale per eventi di Gazebo Ray Bot e gli abbiamo chiesto cosa funziona davvero quando si allestisce uno spazio espositivo all’aperto.

Il Piemonte ha un calendario di eventi davvero così intenso?
Molto. Chi non frequenta questo mondo dall’interno fatica a rendersi conto di quanti appuntamenti ci siano, distribuiti lungo tutto l’anno. L’estate porta i festival, i mercatini nelle piazze dei borghi, le sagre di paese. L’autunno è la stagione più intensa: il tartufo ad Alba attira visitatori da tutto il mondo, la Sagra del Peperone di Carmagnola richiama decine di migliaia di persone, le fiere della vendemmia animano le Langhe e il Monferrato per settimane. Anche l’inverno non si ferma del tutto, con i mercatini natalizi che ormai hanno dimensioni significative in molte città piemontesi. Per chi lavora come me in questo settore, la stagione espositiva non finisce mai davvero.

Quando hai capito che valeva la pena investire in un gazebo professionale come Gazebo Ray Bot?
Dopo la prima stagione con un gazebo economico. Ho passato l’estate a combattere con una struttura che oscillava al minimo colpo di vento, con un telo che lasciava passare l’umidità e con un sistema di montaggio che richiedeva trenta-quaranta minuti ogni volta. Quando arrivi a un mercato la mattina presto e devi essere operativo in fretta, perdere tempo con la struttura è una fonte di stress che si accumula. Ho fatto i conti a fine stagione e ho capito che il risparmio iniziale era diventato un costo nascosto, in termini di tempo, di energia e di qualche giornata andata storta per il meteo.

Cosa cerchi concretamente in un gazebo quando devi sceglierlo?
La prima cosa è il montaggio. Non nel senso che deve essere comodo — nel senso che deve essere rapido e prevedibile, sempre uguale a sé stesso, anche quando sei stanco o hai fretta. I modelli professionali con sistema di apertura a pantografo risolvono questo problema: la struttura si apre con un movimento unico, senza avvitare niente, e in pochi minuti è operativa. La seconda cosa è la resistenza. Il Piemonte in autunno può essere imprevedibile: una giornata che inizia soleggiata alle Langhe può cambiare nel pomeriggio, e un telo che non impermeabilizza davvero o una struttura che non regge il vento non è uno strumento di lavoro. La terza cosa, che ho imparato col tempo, è la disponibilità dei ricambi. Un gazebo che usi intensivamente si logora nei punti di snodo: sapere che puoi sostituire un singolo componente senza dover comprare una struttura nuova fa una differenza concreta sul lungo periodo.

Quanto conta l’aspetto visivo dello stand?
Molto più di quanto pensassi all’inizio. Quando esponi in una fiera affollata — penso alla Douja d’Or ad Asti, o ai mercatini del centro di Torino durante le feste — il colpo d’occhio è il primo filtro. Le persone decidono in pochi secondi se avvicinarsi o passare oltre. Un gazebo bianco anonimo identico a quello del vicino non aiuta. Nel tempo ho personalizzato il mio con i colori della mia attività sulla mantovana e ho notato una differenza concreta: i clienti abituali mi riconoscono da lontano, e quelli nuovi si avvicinano più facilmente perché lo stand comunica qualcosa di definito prima ancora che si legga cosa vendo.

Cosa consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta al mondo delle fiere piemontesi?
Di non sottovalutare la struttura. Si tende a concentrarsi sul prodotto — giustamente — e a trattare il gazebo come un accessorio da risolvere in fretta con il minimo della spesa. Poi si scopre che è il primo elemento che i visitatori vedono, che è lo spazio in cui si lavora per ore in condizioni spesso non ideali, e che una scelta sbagliata si paga per tutta la stagione. Il Piemonte offre opportunità straordinarie per chi sa esporre bene: dalle fiere internazionali del tartufo alle sagre di paese, c’è spazio per tutti i livelli. Ma presentarsi con uno stand che non funziona, in un contesto dove la concorrenza è spesso molto curata, è uno svantaggio difficile da recuperare con il solo prodotto.

Contenuto promozionale in collaborazione con Gazebo Ray Bot – Professional Tent S.r.l.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *