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Grandine gigante sulle colline del Po: chicchi fino a 8 centimetri, danni nel Torinese e in Piemonte

La conta dei danni dopo le violente grandinate di ieri

Gabriele Farina

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TORINO – La violenta ondata di maltempo che ha colpito il Piemonte nel pomeriggio di mercoledì 1 luglio, ha messo fine – almeno temporaneamente – al caldo intenso degli ultimi giorni. Il passaggio di un fronte di aria fredda in quota, legato a una perturbazione atlantica diretta verso l’Europa centrale, ha innescato temporali particolarmente intensi su gran parte della regione, accompagnati da nubifragi, forti raffiche di vento e grandinate di eccezionale intensità.

L’episodio più critico si è registrato sulle colline del Po, dove chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni impressionanti, fino a 5-6, anche 8 centimetri di diametro, causando danni significativi a veicoli, tetti, coltivazioni e infrastrutture.

La grandinata record sulle colline torinesi

La fase più violenta del peggioramento, racconta Andrea Vuolo su Meteo in Piemnte, si è verificata tra le 14:45 e le 15:15, in una fascia circoscritta della provincia di Torino. Le aree maggiormente colpite sono state San Raffaele Cimena, Gassino Torinese, Sciolze, Castiglione Torinese, Casalborgone, Rivalba e Marentino.

In questa zona il temporale ha assunto caratteristiche particolarmente severe, con grandine di dimensioni eccezionali e precipitazioni intense in pochissimi minuti. Numerose le segnalazioni di parabrezza danneggiati, carrozzerie ammaccate e disagi alla viabilità locale.

Secondo i meteorologi, il fenomeno è stato favorito da una combinazione di fattori atmosferici molto specifica: l’incontro tra aria fresca e secca in discesa dalle Alpi, masse d’aria molto calde e umide in risalita da sud-ovest e correnti più fredde provenienti da nord-est. Una “tripla convergenza” che ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo di celle temporalesche estremamente violente.

Temporali violenti da nord a sud del Piemonte

I primi temporali si erano formati già in mattinata sull’alto Piemonte, tra Valsesia e Ossola, per poi estendersi rapidamente verso il Lago d’Orta e il Lago Maggiore. In queste aree si sono registrati forti rovesci, vento intenso e grandinate con chicchi fino a 2-4 centimetri.

Nel primo pomeriggio il fronte instabile ha raggiunto le pianure del Novarese, del Canavese e del Torinese, con fenomeni in rapido intensificarsi tra Rivarolese, Ciriacese e cintura nord di Torino.

Successivamente il maltempo si è spostato verso il basso Piemonte, coinvolgendo Casalese, Alessandrino, Astigiano, Langhe, Monregalese e Val Tanaro. Anche qui si sono registrati nubifragi, grandine diffusa e raffiche di vento molto forti.

I dati parlano di accumuli pluviometrici localmente superiori ai 50 millimetri, con un picco di 63 millimetri a Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria. Le raffiche di vento hanno raggiunto punte vicine ai 90 km/h, accompagnate da intensa attività elettrica.

Danni anche ad Asti: albero crolla in piazza Alfieri

Tra gli episodi più significativi si segnala quanto accaduto ad Asti, dove un forte downburst ha provocato la caduta di un albero nella centralissima Piazza Alfieri intorno alle 15.

Il crollo è avvenuto a poche decine di metri dal palco di Astimusica, generando momenti di forte preoccupazione tra residenti e passanti. Fortunatamente non risultano conseguenze gravi per le persone.

Foehn sulle valli occidentali: piogge quasi assenti

Curiosamente, mentre gran parte del Piemonte veniva investita dal maltempo, le alte valli occidentali sono rimaste quasi del tutto ai margini del peggioramento.

Dal Monviso al Gran Paradiso, infatti, l’attivazione di forti correnti di foehn ha limitato fortemente le precipitazioni. In quota si sono registrate raffiche di vento molto intense, con punte fino a 106 km/h alla Sacra di San Michele, in Val di Susa.

L’ondata di maltempo conferma ancora una volta quanto il contrasto tra caldo estremo e irruzioni di aria fredda possa generare fenomeni sempre più intensi e localmente distruttivi, soprattutto nei mesi estivi.

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