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Caso Roggero: respinta la richiesta di scarcerazione urgente, il gioielliere resta a Bollate
L’Ufficio di Sorveglianza di Torino rigetta l’istanza: “Non sono state indicate dalla difesa le circostanze di urgenza indispensabili”
CUNEO – Nessuna scarcerazione d’urgenza per Mario Roggero, questa la notizia che ci giunge dopo che l’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta avanzata dai legali del gioielliere di Grinzane Cavour.
I legali in difesa dell’uomo, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Bollate, avevano presentato un’istanza per ottenere il differimento della pena, chiedendo di fatto una sospensione temporanea della detenzione in carcere.
Il provvedimento del giudice e i prossimi passaggi legali
La decisione firmata dal magistrato di sorveglianza Elena Massucco chiarisce come non sussistano i presupposti straordinari per un’uscita immediata dal penitenziario. Nel provvedimento si rileva infatti che «non si ravvisano, né sono state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente in questa sede».
La decisione del singolo magistrato riguarda unicamente la procedura d’urgenza. Parallelamente, gli atti della vicenda sono stati trasmessi al Tribunale di Sorveglianza, alla Procura Generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano. Spetterà dunque al collegio dei giudici valutare collegialmente nei prossimi mesi se accogliere o meno la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa.
Fino ad allora, il gioielliere continuerà a scontare la propria condanna in carcere.
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