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50 pecore avvelenate dal caldo nell’Alessandrino: una trappola chimica si nascondeva in un cereale

A causa del caldo record, il cereale ha subito uno stress termico che ne ha alterato la composizione chimica, portando l’accumulo di sostanze tossiche

Chiara Scerba

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ALESSANDRIA – Una sosta per il pascolo che doveva offrire un po’ di sollievo dopo settimane di caldo asfissiante si è trasformata in una tragedia per un gregge di oltre mille pecore nelle campagne dell’Alessandrino.

Venerdì 10 luglio 2026, spinti dai pastori in un campo di grano da poco mietuto per brucare l’erba fresca cresciuta tra i solchi, gli animali sono caduti in una trappola mortale invisibile: in pochissimi minuti oltre 50 animali sono collassati a terra con schiuma alla bocca e insufficienza respiratoria acuta, mentre l’immediata reazione dei conduttori ha evitato la strage dell’intero gregge.

A causare l’ecatombe è stato il sorgo selvatico (Sorgum halepense). A causa del caldo record e della forte siccità, la pianta ha subito uno stress termico estremo che ne ha alterato la composizione chimica, portando l’accumulo di sostanze tossiche a livelli quasi doppi rispetto all’emergenza siccità del 2022 nel Cuneese. I Servizi Veterinari dell’Asl di Alessandria e gli esperti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV) sono riusciti a salvare i capi colpiti in forma più lieve, confermando poi mediante necroscopia e analisi di laboratorio la causa del decesso: un’intossicazione acuta da cianuri.

La trappola chimica del sorgo

La masticazione del sorgo da parte degli erbivori libera la durrina, un glucoside cianogenetico che nel rumine viene idrolizzato liberando cianuro; questa molecola si lega alla citocromo-ossidasi mitocondriale bloccando la respirazione cellulare e l’utilizzo dell’ossigeno nei tessuti dell’animale.

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