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Torna il Festival dell’Alta Felicità: 3 giorni di musica e protesta No Tav, le misure dalla Prefettura

I provvedimenti sono stati decisi a seguito delle riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Chiara Scerba

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VENAUS – Prende il via oggi, venerdì 24 luglio 2026, l’edizione che celebra i 10 anni del Festival dell’Alta Felicità a Venaus, lo storico appuntamento che per tutto il fine settimana trasformerà la Val di Susa nel cuore della resistenza contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Un evento da sempre caratterizzato dall’unione di musica, dibattiti culturali e mobilitazione politica.

Cos’è il Festival dell’Alta Felicità

Nato un decennio fa come risposta comunitaria e culturale all’avanzamento dei cantieri della TAV, il Festival convoglia migliaia di attivisti, artisti e cittadini. Tra concerti gratuiti, mercatini e incontri di approfondimento, la manifestazione intende promuovere un modello di sviluppo sostenibile contrapposto all’impatto ambientale delle grandi opere.

Immancabile, nell’ambito del programma di questa tre giorni, la tradizionale marcia di protesta prevista per la giornata di sabato 25 luglio, diretta verso i luoghi simbolo della lotta No Tav nella valle.

Le misure straordinarie della Prefettura

In vista del possibile afflusso di manifestanti nei pressi delle aree operative dell’infrastruttura, il Prefetto di Torino, Donato Cafagna, in stretto coordinamento con le forze dell’ordine e i sindaci del territorio, ha disposto un piano straordinario di sicurezza:

  • Zone interdette: scattato il divieto assoluto di accesso, sosta e stazionamento lungo le strade e i prati adiacenti ai cantieri TAV.

  • Prescrizioni per i manifestanti: vietato l’uso di mascheramenti del volto, così come la detenzione di fumogeni o materiale esplodente.

  • Stop ai tir e alcolici: per la giornata di sabato è stato prorogato fino alle 21:00 il divieto di circolazione per i mezzi pesanti sull’A32 Torino-Bardonecchia e sulle statali 24 e 25. Inoltre, nei comuni di Venaus, Susa, Chiomonte, Giaglione, Bussoleno e San Didero è stato introdotto il divieto di vendita d’asporto di bevande in vetro, lattine e superalcolici sopra i 21 gradi.

  • Controlli preventivi: già nella giornata di giovedì 23 luglio la Polizia di Stato ha identificato centinaia di persone, notificando diversi provvedimenti amministrativi.

La reazione del Movimento No Tav

I provvedimenti restrittivi hanno scatenato l’immediata risposta del Movimento No Tav, che accusa le istituzioni di voler penalizzare le attività commerciali locali:

“Volontà di danneggiare l’economia della valle provando ad addossare la colpa a chi protesta” dichiara il movimento in una nota . “Da dieci anni il festival rappresenta un’opportunità per il tessuto economico valsusino. Per la Prefettura persino il tè freddo o il chinotto in lattina potrebbero servire per attaccare i cantieri: un’assurdità palese”.

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