CronacaTorino
Risolto il “cold case” di Pinerolo: arrestati in due per l’omicidio del barista Giovanni Bruno
Un terzo uomo ritenuto responsabile della rapina finita in maniera tragica è morto otto anni fa. Ci sono voluti 13 anni per risolvere il caso
PINEROLO – È rimasto per più di tredici anni senza colpevoli il delitto di Pinerolo del 4 giugno 2013. Fino al 27 e il 28 luglio scorsi, quando sono stati arrestati in due, ritenuti responsabili della sparatoria, seguita a una rapina, che uccise il 37enne Giovanni Bruno. Gli autori dell’omicidio individuati dai Carabinieri di Pinerolo erano in realtà tre, ma uno è deceduto otto anni fa.
Sparati tre colpi dopo la reazione del titolare
I tre uomini, quel 4 giugno 2013, erano entrati a volto coperto nel bar-tabaccheria di Giovanni per svaligiarlo. Il titolare aveva reagito e così i rapinatori, armati di pistola, hanno sparato per sei volte, uccidendo il titolare con almeno tre colpi andati a segno. A dare l’allarme erano stati alcuni residenti della zona. Nella cassa del bar erano stati trovati 4 mila euro che i malviventi, fuggiti a bordo di una macchina scura, non erano riusciti a portare via. La comunità locale restò molto scossa.
Le indagini
Nelle indagini seguite immediatamente dopo la sparatoria, era stata ritrovata l’auto dei malviventi, una Peugeot 206 rubata, non lontano dal bar di Pinerolo luogo dell’aggressione. tempi erano state esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza del locale, che riprendevano però soltanto l’interno del bar.
Ora finalmente l’epilogo. L’operazione dei militari dell’Arma della Compagnia di Pinerolo, che hanno riaperto il fascicolo dopo oltre un decennio, si è concretizzata tra il 27 e il 28 luglio scorsi e ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due componenti ancora in vita di quel gruppo criminale. Le indagini, condotte attraverso una minuziosa rilettura degli atti e un meticoloso lavoro tecnico, avevano permesso finalmente di identificare con certezza i tre uomini che quella notte fecero irruzione nel locale
Due arresti
Il primo a finire in carcere è stato un 79enne di origine sarda, già noto alle Forze dell’ordine, rintracciato e bloccato a Torino prima del trasferimento alla casa circondariale «Lorusso e Cutugno». Il 28 luglio, i militari hanno rintracciato e arrestato un secondo complice, un 53enne torinese anch’egli gravato da precedenti.
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