CronacaCulturaCuneo
Addio a Caterina Bottari Lattes, il Piemonte perde una grande protagonista della cultura
È stata la stessa Fondazione a darne l’annuncio
MONFORTE D’ALBA – Il mondo della cultura piemontese è in lutto per la scomparsa di Caterina Bottari Lattes, presidente della Fondazione Bottari Lattes, venuta a mancare il 2 agosto 2026. Con lei se ne va una figura che, negli ultimi due decenni, ha contribuito in modo decisivo alla promozione dell’arte, della letteratura e della formazione delle nuove generazioni, trasformando la Fondazione dedicata al marito Mario Lattes in uno dei principali punti di riferimento culturali del territorio.
È stata la stessa Fondazione a darne l’annuncio, ricordando il lungo percorso intrapreso da Caterina Bottari Lattes dal 2009. Il progetto nacque dal desiderio di valorizzare l’opera di Mario Lattes, artista, editore e intellettuale con cui aveva condiviso trent’anni di vita. Quel sogno si è progressivamente trasformato in una realtà capace di estendere il proprio raggio d’azione ben oltre la memoria dell’artista torinese, diventando un laboratorio di idee, incontri e iniziative di respiro internazionale.
Una Fondazione diventata punto di riferimento
Per quasi vent’anni la sede della Fondazione Bottari Lattes ha ospitato mostre d’arte, esposizioni fotografiche e iniziative dedicate ai grandi protagonisti della cultura italiana e internazionale. Tra gli artisti celebrati figurano nomi come Carlo Levi, Italo Cremona, Carol Rama e Amedeo Modigliani, in un percorso espositivo che ha saputo coniugare riscoperta e valorizzazione dei grandi maestri.
Particolare attenzione è sempre stata riservata alla letteratura. Attraverso il Premio Lattes Grinzane, Caterina Bottari Lattes ha portato nelle Langhe alcuni dei più importanti scrittori contemporanei, mantenendo saldo il legame con il territorio ma aprendolo al dialogo con il panorama internazionale.
Negli anni il premio ha ospitato autori del calibro di Haruki Murakami, Margaret Atwood, Jonathan Safran Foer, Ian McEwan, Amos Oz, Maaza Mengiste e Martin Amis, accanto a grandi protagonisti della narrativa italiana come Alessandro Baricco, Claudio Magris e Nicola Lagioia.
L’impegno per i giovani
Uno degli aspetti che ha caratterizzato maggiormente l’attività di Caterina Bottari Lattes è stato il costante investimento nella formazione delle nuove generazioni. La convinzione che la cultura dovesse essere vissuta e condivisa dai più giovani ha ispirato numerosi progetti della Fondazione.
Tra questi, la rassegna Vivolibro, dedicata ai bambini, le giurie scolastiche protagoniste del Premio Lattes Grinzane e il sostegno al Premio di Traduzione Poetica istituito dall’Università di Torino. Iniziative che hanno avvicinato migliaia di studenti alla lettura, alla scrittura e all’arte, creando un ponte tra il patrimonio culturale e il futuro.
Il ricordo della famiglia
Nel comunicato diffuso dalla Fondazione, i nipoti hanno affidato il loro ricordo a parole che restituiscono il carattere deciso e anticonformista della presidente.
«Caterina Bottari Lattes se n’è andata serenamente dopo una vita di tempeste e di avventure, per nessuna delle quali ha mai ritenuto fosse troppo tardi. La morte l’ha trovata viva e battagliera. Dopo una certa età, non ha più fatto la brava. A ciò dobbiamo la sua tangibile e condivisa eredità culturale.»
Un messaggio che sintetizza la personalità di una donna capace di trasformare una visione personale in un patrimonio collettivo.
Un’eredità destinata a durare
Con la scomparsa di Caterina Bottari Lattes il Piemonte perde una delle sue più autorevoli promotrici della cultura. La Fondazione da lei guidata ha assicurato che il suo esempio e la sua eredità intellettuale continueranno a orientarne le attività negli anni a venire, nel segno della diffusione dell’arte, della letteratura e del dialogo con le nuove generazioni.
Un lascito che continuerà a vivere nelle iniziative culturali, nei premi letterari e nelle migliaia di persone che, grazie al suo impegno, hanno trovato nella cultura un’occasione di crescita e di incontro.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

