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Siccità e caldo in Piemonte, luglio 2026 da allarme: secondo luglio più caldo dal 1958, risorse idriche in calo del 62%, Po ai minimi
Il punto della situazione su luglio 2026
TORINO – II Piemonte arriva alla fine di luglio 2026 con una situazione idrica fortemente deficitaria, caratterizzata da portate molto basse dei fiumi, riduzione delle riserve superficiali e crescente stress per suoli e vegetazione. L’indice sintetico di siccità segnala condizioni di siccità severa su quasi tutta la regione, con la sola eccezione del bacino della Dora Baltea.
Il Piemonte ha vissuto un luglio 2026 eccezionalmente caldo, segnato dalla presenza persistente di un promontorio anticiclonico di matrice africana che dall’Africa nord-occidentale si è esteso verso la Penisola Iberica e la Francia, interessando direttamente anche la regione.
Il risultato è evidente nei dati: 28 giorni su 31 hanno registrato temperature superiori alla media climatica del periodo 1991-2020. Luglio 2026 è infatti risultato il terzo mese più caldo in assoluto, dietro ad agosto 2003, che con 22,31 °C lo precede di appena 0,01 °C.
Per trovare condizioni analoghe bisogna tornare alla primavera-estate del 2022, quando il Piemonte affrontò una delle più gravi crisi idriche degli ultimi decenni.
La temperatura media regionale di luglio 2026 si è attestata a 22,30 °C, un valore che colloca il mese al secondo posto tra i luglio più caldi mai registrati in Piemonte. Davanti c’è soltanto luglio 2015, con una temperatura media di 22,55 °C.
A determinare il quadro attuale è la combinazione di precipitazioni scarse e temperature eccezionalmente elevate. Il caldo ha accelerato la fusione della neve in montagna, riducendo in anticipo una delle principali riserve idriche naturali della regione, e ha aumentato l’evapotraspirazione durante la stagione agricola.
Il risultato è un sistema idrico sottoposto a forte pressione: diminuiscono le riserve negli invasi e nel Lago Maggiore, mentre le portate del reticolo idrografico scendono su valori particolarmente bassi.
Piogge in forte deficit: luglio chiude a -54%
Nel bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino, nel mese di luglio sono caduti mediamente circa 33 millimetri di pioggia, un quantitativo inferiore del 54% rispetto alla media climatica 1991-2020.
Il deficit interessa gran parte dei bacini piemontesi, con scarti generalmente compresi tra il 30% e l’80%. Una delle poche eccezioni è rappresentata dal bacino dello Scrivia, dove alcuni episodi temporaleschi hanno contribuito a ridurre il deficit.
Il problema, però, non riguarda soltanto luglio. Il mese si inserisce in una sequenza di precipitazioni inferiori alla norma iniziata in primavera.
Ad aprile il deficit è stato del 56%, a maggio del 44% e a giugno del 40%. Considerando l’intero anno idrologico, lo scarto complessivo raggiunge circa il 27%.
Le precipitazioni cumulate dall’inizio del 2026 risultano invece inferiori di circa il 20% rispetto alla norma, con una distribuzione temporale particolarmente sfavorevole: gran parte della pioggia è infatti caduta nei primi tre mesi dell’anno.
Luglio 2026 è il secondo più caldo della serie storica
Alla carenza di precipitazioni si è aggiunto il caldo. A luglio la temperatura media regionale è risultata di circa 3 °C superiore alla media climatica, facendo del mese il secondo luglio più caldo della serie storica, molto vicino al record del 2015.
Tra la fine di maggio e la fine di luglio si sono inoltre susseguite quattro ondate di calore, che hanno incrementato in modo significativo la domanda evapotraspirativa.
Non è soltanto mancata l’acqua dal cielo: il terreno, la vegetazione e le colture hanno avuto bisogno di una quantità maggiore di acqua proprio mentre le disponibilità diminuivano.
È questo uno dei motivi per cui l’attuale situazione si è deteriorata rapidamente.
Siccità severa su quasi tutto il Piemonte
Gli indici SPI, che misura l’anomalia delle precipitazioni, e SPEI, che considera anche l’evapotraspirazione legata alle temperature, fotografano una situazione di siccità diffusa a diverse scale temporali.
La condizione più critica emerge sulla scala dei tre mesi, dove gran parte del Piemonte si trova in condizioni di siccità severa e sono presenti anche aree caratterizzate da siccità estrema.
A sei e dodici mesi gli indicatori mostrano invece condizioni meno accentuate, grazie soprattutto alle precipitazioni di febbraio e all’evento meteorologico di marzo.
Il peggioramento degli ultimi mesi ha però rapidamente riportato il quadro complessivo su livelli paragonabili a quelli dell’estate 2022.
Risorse idriche superficiali: -62%
A fine luglio il volume complessivo delle risorse idriche superficiali piemontesi, considerando gli invasi regolati e il Lago Maggiore, è stimato in circa 229 milioni di metri cubi.
Si tratta di una disponibilità inferiore del 62% rispetto alla media del periodo.
La situazione è ancora più critica nel Piemonte settentrionale, dove il deficit arriva a circa l’80%.
Il dato complessivo è particolarmente significativo perché la disponibilità delle risorse superficiali risulta sostanzialmente analoga a quella registrata nel luglio 2022.
Lago Maggiore, il livello scende di 50 centimetri
Tra gli indicatori più preoccupanti c’è il Lago Maggiore.
Nel giro di un mese il livello del lago è diminuito di circa 50 centimetri, avvicinandosi ai minimi storici stagionali.
A fine luglio il volume di acqua disponibile per l’irrigazione è stimato in appena il 5%.
Il dato fotografa con particolare evidenza la pressione esercitata dalla combinazione tra scarse precipitazioni, alte temperature e domanda agricola. Il Lago Maggiore rappresenta infatti una riserva strategica per l’equilibrio idrico del territorio e per l’agricoltura.
Due picchi di caldo da record
Nel corso del mese ci sono stati episodi estremi. L’8 e il 30 luglio hanno fatto registrare i valori medi giornalieri più elevati dell’intera distribuzione storica di luglio, rispettivamente con 30,5 °C e 30,9 °C.
L’8 luglio circa 70 stazioni della rete di Arpa Piemonte hanno stabilito il proprio record di temperatura massima per il mese di luglio dal momento della loro installazione.
Tra queste figurano anche diverse stazioni dell’area torinese, comprese quelle di via della Consolata, via Reiss Romoli e Alenia, oltre ad Asti e Cuneo Cascina Vecchia tra i capoluoghi di provincia.
Il 30 luglio altri 29 termometri hanno stabilito un nuovo record mensile, soprattutto nelle località montane e pedemontane.
Il caldo ha prodotto anche record assoluti, cioè temperature massime mai raggiunte dalle singole stazioni in qualsiasi mese dell’anno: otto stazioni complessivamente tra l’8 e il 30 luglio hanno registrato questo tipo di primato.
L’ondata di calore non si è limitata alle ore diurne. Particolarmente significativo è il numero di record di temperatura minima più elevata, un indicatore importante del disagio fisico perché descrive la difficoltà del corpo a recuperare durante la notte.
I primati sono stati registrati in 53 stazioni della rete Arpa Piemonte, concentrati soprattutto nelle giornate dell’8, 30 e 31 luglio. In circa una decina di casi si è trattato anche di record assoluti.
Il fenomeno si riflette nell’elevato numero di notti tropicali, ovvero quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 °C.
Le anomalie più marcate si sono registrate a Pallanza, con oltre 18 notti tropicali in più rispetto alla media climatica. Seguono Cuneo (+13 giorni), Novara (+12) e Biella (+11).
Po in forte sofferenza: a Isola Sant’Antonio -79%
Le portate dei corsi d’acqua rappresentano al momento l’elemento di maggiore attenzione.
Nel mese di luglio gran parte delle sezioni idrometriche monitorate ha registrato deficit superiori al 30% rispetto alla media storica. La principale eccezione è costituita dalla Dora Baltea.
Particolarmente significativo il dato del Po a Isola Sant’Antonio, alla chiusura del bacino piemontese. A luglio la portata media mensile si è fermata a soli 47 metri cubi al secondo, con un deficit del 79% rispetto alla media storica.
A giugno la portata media era stata di 138 metri cubi al secondo, già inferiore del 76% alla norma.
Alla fine di luglio circa il 51% delle stazioni idrometriche gestite da Arpa Piemonte risultava inoltre in condizioni di magra severa.
Sono numeri che mostrano quanto rapidamente si sia ridotta la disponibilità di acqua nei principali corsi d’acqua regionali.
Anche le falde iniziano a soffrire
I primi segnali di difficoltà arrivano anche dalle acque sotterranee.
Nelle aree monitorate, il livello delle falde risulta nettamente inferiore rispetto ai valori normalmente osservati in questo periodo dell’anno.
La valutazione complessiva deve però essere effettuata con cautela, perché il numero di stazioni che dispongono attualmente di dati è ancora limitato.
Il segnale è comunque significativo: la crisi non riguarda più soltanto fiumi, laghi e invasi, ma comincia a interessare anche le riserve idriche sotterranee.
A Torino 17 giorni consecutivi di disagio bioclimatico
Il caldo ha avuto conseguenze anche sul disagio bioclimatico, l’indicatore che combina le condizioni meteorologiche per valutare l’impatto delle temperature sul benessere delle persone.
Nel corso di luglio si sono susseguite due ondate di calore, con la seconda che si è protratta anche nei primi giorni di agosto.
L’episodio più lungo, caratterizzato da almeno tre giorni consecutivi di disagio bioclimatico, ha raggiunto 17 giorni a Torino, che è anche il capoluogo piemontese dove è stato registrato il maggior numero complessivo di giornate caratterizzate da condizioni di disagio.
Piemonte 2026 e Piemonte 2022: due siccità diverse
Il confronto con il 2022 evidenzia una differenza importante nell’origine delle due crisi.
La siccità del 2022 era iniziata già nella seconda metà del 2021 e si era progressivamente consolidata durante un inverno eccezionalmente caldo e secco.
Nel 2026, invece, il peggioramento è stato molto più rapido e si è concentrato soprattutto tra primavera ed estate.
A pesare sono stati la scarsità delle precipitazioni, le temperature elevate e l’anticipato esaurimento della riserva nivale.
Gli effetti, tuttavia, sono ormai molto simili. A fine luglio le due annate mostrano livelli comparabili sia per la disponibilità delle risorse idriche superficiali sia per la gravità dei deficit delle portate dei fiumi.
Agosto potrebbe portare qualche cambiamento
Le prospettive per agosto non indicano, almeno nella prima parte del mese, una rapida soluzione dell’emergenza.
Le temperature sono attese mediamente superiori ai valori climatologici per gran parte del mese, mentre le precipitazioni dovrebbero essere prevalentemente associate a fenomeni temporaleschi.
Una possibile evoluzione verso condizioni più vicine alla normalità stagionale potrebbe arrivare nella seconda metà di agosto, con temperature meno elevate e precipitazioni localmente più diffuse.
Giugno e luglio 2026: il bimestre più caldo mai registrato
Il dato più significativo emerge forse dal confronto tra i due mesi estivi.
Il bimestre giugno-luglio 2026 è risultato il più caldo in assoluto nella serie storica di Arpa Piemonte, superando anche gli analoghi periodi del 2022 e del 2003.
La temperatura media dei due mesi è stata di 21,4 °C, contro i 20,8 °C del 2022 e i 20,6 °C del 2003.
Un elemento particolarmente significativo è che sia giugno sia luglio 2026 occupano il secondo posto nelle rispettive classifiche dei mesi più caldi, a conferma di una fase estiva caratterizzata non soltanto da picchi, ma da una prolungata anomalia termica.
Giorni tropicali e torridi in aumento nei capoluoghi
L’analisi degli indicatori termici nei capoluoghi piemontesi evidenzia un altro aspetto del luglio 2026: l’elevato numero di giorni tropicali, notti tropicali e giornate torridi.
Sono considerati giorni tropicali quelli con temperatura massima superiore ai 30 °C, mentre le notti tropicali sono quelle in cui la temperatura minima rimane sopra i 20 °C. I giorni torridi sono invece quelli con massime oltre i 35 °C.
L’anomalia più evidente riguarda le temperature minime. In molte stazioni il numero di notti tropicali è stato superiore alla media di oltre dieci giorni, con il picco di Pallanza, oltre 18 giorni sopra la norma.
Anche le giornate con temperature oltre i 35 °C sono state nettamente più numerose del normale soprattutto nelle pianure centro-meridionali, con valori particolarmente elevati ad Alessandria, Asti e Torino.
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