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San Luigi di Orbassano, l’intelligenza artificiale restituisce la vista a un’82enne: intervento tra i primi in Italia

Per il direttore generale dell’AOU San Luigi Gonzaga, Davide Minniti, il caso rappresenta un esempio concreto del valore dell’innovazione applicata alla sanità pubblica

Gabriele Farina

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ORBASSANO – Un intervento altamente innovativo, tra i primi realizzati in Italia, ha permesso a una paziente di 82 anni di recuperare gran parte della vista e tornare a utilizzare entrambi gli occhi senza bisogno di occhiali. Il risultato è stato ottenuto all’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano grazie a un intervento di chirurgia oftalmologica che ha sfruttato anche l’intelligenza artificiale per progettare un cristallino artificiale personalizzato, studiato su misura per un caso di eccezionale complessità.

La donna, che ha chiesto di rimanere anonima, conviveva da anni con una gravissima compromissione visiva. Nell’occhio destro vedeva meno di un decimo, mentre nel sinistro raggiungeva appena un decimo. Una condizione che le impediva di utilizzare efficacemente entrambi gli occhi e che aveva ormai compromesso anche la visione tridimensionale.

«Per tanti anni mi ero abituata all’idea di non poter più vedere bene e soprattutto di non poter utilizzare davvero l’occhio destro. Oggi riuscire a vedere nuovamente con entrambi gli occhi, senza occhiali, è qualcosa che non pensavo più possibile», ha raccontato la paziente.

Un caso clinico particolarmente complesso

L’intervento è stato eseguito dal professor Raffaele Nuzzi, direttore della Struttura Complessa Universitaria di Oftalmologia del San Luigi Gonzaga.

La paziente presentava un quadro clinico estremamente delicato: oltre a cataratta e glaucoma, l’occhio destro era già stato operato molti anni prima e conservava residui del precedente cristallino, importanti aderenze infiammatorie, una marcata dilatazione della pupilla e profonde alterazioni anatomiche. L’occhio, inoltre, era di dimensioni ridotte e affetto da una forte ipermetropia.

Le tradizionali soluzioni non erano praticabili. Il difetto visivo non poteva essere corretto con lenti e nemmeno un intervento laser sulla cornea risultava compatibile con le particolari caratteristiche anatomiche dell’occhio.

L’intelligenza artificiale per progettare un cristallino su misura

Per affrontare il caso, l’équipe del San Luigi ha utilizzato l’intelligenza artificiale come supporto nella pianificazione chirurgica.

Dopo aver ripetuto gli esami specialistici, necessari per l’elevata variabilità dei parametri oculari, l’IA è stata impiegata per elaborare i calcoli biometrici, simulare diversi scenari chirurgici e soprattutto progettare un secondo cristallino artificiale personalizzato, calibrato sulle caratteristiche anatomiche della paziente, sulle patologie pregresse e sugli esiti delle numerose infiammazioni.

L’intervento è stato eseguito con tecnica mini-invasiva attraverso microincisioni corneali. I chirurghi hanno rimosso i residui della precedente cataratta, eliminato le aderenze, ricostruito iride, pupilla e camera posteriore, quindi impiantato il nuovo cristallino artificiale davanti a quello già presente ma dietro l’iride, preservando una cornea già compromessa.

Da meno di un decimo a una vista quasi normale

L’esito dell’intervento è stato particolarmente significativo.

La paziente è passata da meno di un decimo a otto decimi di vista nell’occhio destro, mentre il sinistro è migliorato da un decimo a dieci decimi, senza necessità di correzione con occhiali.

È stata inoltre recuperata la collaborazione tra i due occhi, consentendo il ripristino della visione stereoscopica e tridimensionale che era andata perduta da molti anni.

«La complessità di questo caso nasceva dalla sovrapposizione di numerosi problemi anatomici e funzionali e dagli esiti degli interventi e delle infiammazioni precedenti», ha spiegato il professor Nuzzi. «Non esisteva una soluzione standard applicabile. L’intelligenza artificiale ci ha fornito uno strumento importante per integrare i diversi parametri, effettuare simulazioni e progettare il secondo cristallino artificiale. La tecnologia, però, diventa realmente utile quando viene inserita all’interno della valutazione clinica e dell’esperienza chirurgica».

Mille interventi complessi ogni anno al San Luigi

L’operazione rientra nell’attività altamente specialistica della Struttura di Oftalmologia dell’AOU San Luigi Gonzaga, che esegue ogni anno circa 1.000 interventi chirurgici complessi. Tra questi figurano la chirurgia dei tumori palpebrali con ricostruzione plastica, i trapianti di cornea, la chirurgia del glaucoma, gli interventi per distacco di retina e le vitrectomie per numerose patologie vitreoretiniche.

Per il direttore generale dell’AOU San Luigi Gonzaga, Davide Minniti, il caso rappresenta un esempio concreto del valore dell’innovazione applicata alla sanità pubblica.

«L’intelligenza artificiale non sostituisce la competenza del medico, ma ne amplia le possibilità. Il risultato raggiunto dal professor Nuzzi e dalla sua équipe, unico in Italia, testimonia l’elevato livello di specializzazione della nostra Oftalmologia e la capacità del San Luigi di trasformare ricerca e innovazione in opportunità concrete di cura».

Sulla stessa linea anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha sottolineato come il recupero della vista dell’82enne dimostri il valore della ricerca e delle nuove tecnologie quando vengono messe al servizio delle persone, consentendo di affrontare con successo casi che fino a pochi anni fa sarebbero stati considerati senza soluzione.

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