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Nel pieno dell’estate più calda di sempre in Piemonte si disbosca la Baraggia per costruire la Pedemontana Piemontese

Cos’è l’opera che sta sventrando la Baraggia

Gabriele Farina

Pubblicato

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Foto di Michele d'Ottavio

BIELLA – Sono immagini piuttosto impressionanti quelle scattate dal fotografo Michele D’Ottavio e publicate sui suoi social. Mostrano i lavori per la costruzione della Pedemontana  Piemontese, la strada che collegherà Masserano a Ghemme.

Le immagini mostrano una foresta sventrata, una grossa striscia di terra che presto diventerà asfalto che taglia in due la Baraggia, una delle zone naturali più importanti della regione, fatta di boschi e prati, tanto da essere in parte tutelata.

I lavori per la Pedemontana sono iniziati il 6 luglio, con gli stralci 1 e 2.

Quello che fa particolarmente effetto è vedere un disboscamento così estremo proprio in questi giorni in cui si parla di riscaldamento globale, di temperature estreme e si chiede alle città di tornare a piantare alberi al posto del cemento.

Così in Piemonte, mentre da un lato si chiede lo stato di calamità naturale, dall’altro si tagliano boschi in maniera piuttosto massiccia. Qui non si discute l’importanza dell’opera, che spieghiamo più sotto, ma si vuole solo far notare la macroscopica incongruenza.

Cos’è la Pedemontana Piemontese

Il progetto di realizzazione della Pedemontana prevede la costruzione di un tracciato in nuova sede lungo circa 15 chilometri di collegamento tra la SS758 a Messarano (BI) e l’Autostrada A26 a Ghemme (NO), per un investimento complessivo che ammonta a circa 384,5 milioni di euro. I lavori sono eseguiti dall’impresa Webuild con la controllata Cossi Costruzioni.

L’idea della Pedemontana Piemontese nasce negli anni Settanta con un obiettivo preciso: creare un collegamento veloce tra il Biellese e la rete autostradale nazionale.

Per molti anni il territorio di Biella è stato uno dei pochi capoluoghi italiani a non avere un collegamento diretto con un’autostrada, una situazione che ha rappresentato un limite per gli spostamenti delle persone e soprattutto per le imprese del distretto tessile e manifatturiero.

Il progetto originario prevedeva una nuova autostrada di circa 40 chilometri tra la A4 Torino-Milano, nei pressi di Santhià, e la A26 Genova-Gravellona Toce, all’altezza di Ghemme, passando per Biella. Negli anni, però, i costi elevati e le difficoltà di sostenibilità economica hanno portato a una profonda revisione dell’opera.

Il progetto attuale

La Pedemontana che oggi viene realizzata è molto diversa da quella immaginata inizialmente.

Non sarà un’autostrada, ma una strada extraurbana principale, progettata per garantire elevati standard di sicurezza e velocità, con due carreggiate separate e due corsie per senso di marcia.

L’intervento riguarda il tratto tra Masserano, in provincia di Biella, e Ghemme, nel Novarese, dove la nuova arteria si collegherà direttamente all’autostrada A26. La lunghezza complessiva sarà di 15 chilometri e rappresenterà il tassello finale di un collegamento che consentirà al Biellese di raggiungere molto più rapidamente la rete autostradale nazionale.

Dove passerà

Il nuovo tracciato correrà a sud dell’attuale SP142, una strada oggi molto trafficata e caratterizzata da numerosi attraversamenti urbani.

Lungo il percorso sono previsti quattro principali svincoli:

  • Masserano;
  • Roasio;
  • Gattinara;
  • Ghemme, con l’innesto sulla A26.

L’infrastruttura attraverserà i territori delle province di Biella, Vercelli e Novara, interessando i comuni di Masserano, Brusnengo, Roasio, Lozzolo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme.

Perché è considerata strategica

Secondo Regione Piemonte e ANAS, la nuova strada consentirà di migliorare sensibilmente la mobilità dell’intero quadrante nord-orientale della regione.

I principali benefici attesi sono:

  • riduzione dei tempi di percorrenza tra Biella e la A26;
  • alleggerimento del traffico nei centri abitati attraversati oggi dalla SP142;
  • maggiore sicurezza stradale;
  • collegamenti più rapidi per le aziende manifatturiere e logistiche;
  • migliore accessibilità ai territori del Biellese, del Vercellese e del Novarese.

Per un territorio fortemente orientato all’industria e all’export, disporre di un accesso più rapido alla rete autostradale viene considerato un elemento importante per la competitività economica.

Quanto costa l’opera

Il progetto ha subito numerose revisioni economiche nel corso degli anni.

L’ipotesi originaria prevedeva un investimento superiore ai 600 milioni di euro per realizzare l’intero collegamento tra A4 e A26.

La versione oggi in costruzione riguarda invece il solo tratto Masserano-Ghemme, con un investimento complessivo di circa 384 milioni di euro, finanziato dallo Stato e realizzato da ANAS.

I lavori sono iniziati

Dopo un iter amministrativo durato oltre vent’anni tra valutazioni ambientali, approvazioni ministeriali e aggiornamenti progettuali, nel luglio 2026 sono partiti ufficialmente i cantieri.

La realizzazione dell’opera richiederà diversi anni e rappresenta uno dei maggiori investimenti infrastrutturali attualmente in corso in Piemonte.

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1 Commento

1 Commento

  1. afrikanerlovesbk

    7 Agosto 2026 at 8:59

    cemento = €€€

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