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TORINO – Ancora temperature bollenti in Piemonte, la regione si trova infatti nel mezzo della quarta ondata di calore.

Sulla regione, inoltre, si è chiuso il secondo mese di luglio più caldo da inizio rilevazioni a scala regionale, con una temperatura media di 22.3 °C, ben 3° sopra la media climatologica di riferimento 1991-2020 e – di poco – dietro soltanto al luglio 2015 (+22.55 °C).

Dal punto di vista delle precipitazioni, il mese ha invece fatto registrare una prolungata fase asciutta che ha di fatto contribuito a peggiorare la già importante carenza idrica su gran parte della regione.

Gli effetti del caldo record: si fonde il ghiacciaio del Rocciamelone

Il meteorologo Andrea Vuolo ha pubblicato un video che ben rappresenta le conseguenze di questo caldo record.

Immagini davvero molto tristi ma allo stesso tempo eloquenti, dice Vuolo, degli effetti del caldo eccezionale di questi ultimi mesi sulle montagne piemontesi.

Qui siamo sul comparto delle Alpi Graie, sul ghiacciaio del Rocciamelone – 3.538m s.l.m., al confine tra la valle di Susa e di Viù, in provincia di Torino. Il reportage di Diego Pavesio (@diegothedoc) ci mostra infatti l’impressionante fusione dell’ormai residuo ghiacciaio posto sulla sommità del Rocciamelone, una delle montagne iconiche e più conosciute del Piemonte.

Come spiega il meteorologo, la montagna è totalmente esposta alla radiazione solare già all’inizio dell’estate meteorologica dopo le prime ondate di calore di aprile e maggio che hanno rapidamente fuso la neve caduta nei mesi invernali.

Ormai quasi costantemente dal 10 giugno lo zero termico si mantiene infatti superiore ai 4.000 metri di quota, toccando temporaneamente anche i 5.000 metri negli ultimi giorni di luglio, in un contesto di temperature sopra la media fino ad oltre 3 °C (con picchi fino a 7-10 °C nel clou delle ondate di calore di giugno e luglio) e con una marcata anomalia pluviometrica che in zona, nell’ultimo trimestre, ha sfiorato addirittura il 70 %.

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