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Ferragosto a ingresso gratuito nella Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo

A Torino due mostre fotografiche di respiro internazionale e di fortissimo impatto emotivo e sociale.

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TORINO – A Ferragosto le Gallerie d’Italia apriranno gratuitamente le porte delle loro sedi di Torino, Milano, Napoli e Vicenza. La sede di Torino si attesta come protagonista assoluta della programmazione con due mostre fotografiche di respiro internazionale e di fortissimo impatto emotivo e sociale.

Nel polo museale torinese di Intesa Sanpaolo è infatti possibile ammirare la straordinaria mostra fotografica Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, curata da Arianna Rinaldo. La serie, composta da circa sessanta opere divise in quattro capitoli, ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico e dalla devastazione ambientale. Per la prima volta in assoluto, le Gallerie d’Italia di Torino presentano l’intero ciclo espositivo riunito, incluso l’ultimo capitolo inedito commissionato appositamente da Intesa Sanpaolo.

Sempre a Torino prosegue l’anteprima assoluta di Diana Markosian. Replaced, a cura di Brandei Estes: un progetto originale nato su commissione di Intesa Sanpaolo che porta sotto i riflettori una delle voci più interessanti della fotografia contemporanea mondiale.

Il percorso d’arte gratuito del 15 agosto si completa con le ricche proposte delle altre sedi italiane:

  • Milano: propone la mostra scientifica Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento (a cura di Chiara Rabbi Bernard con il Bozar di Bruxelles), con capolavori di Botticelli, Michelangelo, Tiziano e Dürer, affiancata dall’omaggio ad Arnaldo Pomodoro per il centenario della sua nascita (Arnaldo Pomodoro. Una vita, a cura di Luca Massimo Barbero e Federico Giani).
  • Napoli: presenta OBEY: Power to the peaceful (a cura di Giuseppe Pizzuto con Wunderkammern), un’importante monografica dedicata alla street art di Shepard Fairey incentrata sul tema della pace.
  • Vicenza: offre ai visitatori la sua prestigiosa raccolta di pittura veneta del Settecento – tra le scene di Pietro Longhi e i grandi vedutisti – insieme alla celebre collezione di icone russe, riallestita secondo moderni criteri museografici.
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