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CronacaTorino

Convalidato l’arresto per il 73enne che ha investito il gruppo di ciclisti a Lanzo Torinese

Disposta la misura cautelare dei domiciliari per Giuseppe Campagna, di 73 anni, che ha investito sei ciclisti

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IVREA – Lucrezia Natta, gip del tribunale di Ivrea, ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare dei domiciliari per Giuseppe Campagna, di 73 anni, che ha investito sei ciclisti, poi è tornato indietro con l’auto e li ha travolti nuovamente. Il 73enne di Coassolo è accusato di tentato omicidio.

È stata quindi accolta la richiesta della procura, che già lo aveva posto ai domiciliari subito dopo i fatti.

“Vi uccido tutti”

«Vi uccido tutti». Sarebbe questa la frase urlata da Giuseppe Campagna, 73enne di Coassolo, un istante prima di scagliarsi con la propria auto contro un gruppo di ciclisti lo scorso 8 agosto a Lanzo Torinese, travolgendoli al culmine di una lite. L’indiscrezione emerge dalla testimonianza resa ai sanitari e agli investigator da uno dei quattro feriti, ora messa agli atti dell’inchiesta condotta dai carabinieri.

L’uomo risulta incensurato, ad eccezione di un vecchio precedente per un reato successivamente depenalizzato. Ciononostante, nell’ordinanza la giudice ha richiamato altri due episodi del passato: una presunta aggressione con minacce a un muratore nel 2013 e un diverbio del 2022 sfociato nelle percosse ai danni di un automobilista (circostanza in cui l’indagato ha ammesso la lite ma negato lo scontro fisico).

Elementi che tracciano un quadro preciso: secondo la gip, il 73enne manifesta una palese difficoltà nell’autocontrollo, sfociando in reazioni gravi, pericolose e del tutto sproporzionate rispetto alle banali micro-conflittualità quotidiane. A preoccupare i magistrati è anche l’atteggiamento dell’uomo, che ha dichiarato di non ricordare distintamente le fasi dell’aggressione: una mancanza di piena consapevolezza che, si legge nell’atto, accentua ulteriormente il rischio di recidiva.

La consulenza psichiatrica

«Chiederemo una consulenza psichiatrica per capire cosa sia davvero successo: il mio assistito continua a sostenere che si sia trattato di un gesto del tutto inconsapevole». A dichiararlo, come riporta Ansa, è l’avvocato Tommaso Servetto che, insieme al collega Paolo Pavarini, difende Giuseppe Campagna.

I legali tracciano la linea difensiva puntando sull’incapacità dell’uomo di ricostruire lucidamente la dinamica dei fatti. Secondo quanto riferito dall’avvocato Servetto, l’indagato sostiene che «era come se l’auto andasse da sola e lui non fosse in grado di fare nulla».

«Quando si è reso conto di quanto stava accadendo – prosegue il legale – li aveva già investiti ed è andato avanti. Ha raccontato di essersi “svegliato” solo a un certo punto, tornando poi indietro per verificare la situazione. Siamo di fronte a un gesto involontario: non c’era alcuna volontà di travolgere quelle persone». Una ipotesi di blackout emotivo o neurologico che la difesa intende ora avvalorare attraverso una perizia medico-legale.

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