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Aeroporto Pertini di Torino, possibile integrazione con gli scali milanesi: Sea valuta l’incorporazione di Sagat
I dettagli della notizia che ha scosso due regioni
TORINO – Possibile integrazione tra gli aeroporti di Milano e lo scalo di Torino Caselle. Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa, ha avviato uno studio di fattibilità per valutare l’eventuale incorporazione di Sagat, la società che gestisce l’aeroporto torinese.
L’ipotesi, secondo quanto si apprende da fonti vicine alla vicenda, potrebbe arrivare già a settembre sul tavolo dei soci di Sea, per un primo esame ufficiale dell’operazione.
Un’operazione tra gli aeroporti del Nord Ovest
L’eventuale integrazione porterebbe sotto un’unica realtà societaria alcuni dei principali scali aeroportuali del Nord Italia, creando un sistema capace di mettere in relazione gli aeroporti di Milano e Torino.
Per il momento si tratta di una valutazione ancora allo studio e non di un’operazione già definita. Lo studio di fattibilità dovrà infatti verificare gli aspetti industriali, economici e societari di una possibile incorporazione di Sagat da parte di Sea.
La prospettiva appare tuttavia particolarmente lineare dal punto di vista dell’assetto azionario.
Il ruolo di F2i
Sea è controllata dal Comune di Milano, che detiene il 54,8% del capitale, mentre il restante 45% circa fa capo al fondo F2i, attraverso 2i Aeroporti.
La stessa 2i Aeroporti detiene inoltre il 100% di Sagat, la società che gestisce l’aeroporto di Torino Caselle.
È proprio questa sovrapposizione nella proprietà a rendere più semplice, almeno sul piano societario, l’ipotesi di un’integrazione tra le due realtà. Da una parte Sea, con Linate e Malpensa; dall’altra Sagat, con Torino Caselle: entrambe fanno capo, attraverso strutture societarie differenti, a un azionariato nel quale è presente F2i.
A settembre il primo passaggio ufficiale
Il prossimo appuntamento potrebbe quindi essere rappresentato dalla riunione dei soci di Sea prevista per settembre, quando l’ipotesi dovrebbe essere sottoposta a un primo vaglio ufficiale.
Solo successivamente, qualora lo studio desse esito positivo e arrivassero le necessarie approvazioni, si potrebbe passare alle fasi operative dell’eventuale aggregazione.
L’obiettivo dell’operazione, ancora da definire nei dettagli, sarebbe quello di costruire una maggiore integrazione all’interno del sistema aeroportuale del Nord Ovest.
Al momento, dunque, non c’è ancora un accordo definitivo: la partita è nella fase dello studio e il primo appuntamento importante sarà quello di settembre, quando i soci di Sea saranno chiamati a valutare ufficialmente la possibilità di procedere.
Lo Russo: valuteremo
Inevitabili e immediate le reazioni da più parti. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha detto che la situazione verrà valutata e verra avvallato tutto ciò che potrà essere positivo per l’aeroporto di Torino Caselle.
«Giù le mani dall’Aeroporto Sandro Pertini. Qualsiasi decisione venga assunta dopo le elezioni del 2027. Lo Russo e Sala sono già scaduti, prorogati solo per una questione di opportunità politica, per riordinare le tornate elettorali post-Covid». La dura presa di posizione arriva dal senatore di Forza Italia Roberto Rosso e da Marco Fontana, rispettivamente segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino che proseguono:
«Su qualsiasi cosa il centrosinistra abbia fatto sinergia con Milano, il risultato è stato farsi fagocitare. I numeri parlano chiaro: il Sandro Pertini rischierebbe di essere svuotato, mentre in questi anni ha saputo ritagliarsi numeri in crescita. L’eventuale accordo sia oggetto di confronto in campagna elettorale e a nuovi Consigli comunali insediati. Basta accordi al ribasso: quando il Piemonte e Torino hanno provato a rientrare nel discorso dei Giochi invernali, ci è stata sbattuta la porta in faccia. Ora Lo Russo vuole anche regalare il nostro hub aeroportuale al collega milanese? Ci saremmo aspettati, invece, che Lo Russo sostenesse il rafforzamento con Genova e Lione. È ora che si metta un freno ai giochetti nazionali del Pd pre-elezioni politiche: in gioco ci sono gli interessi dei piemontesi», concludono i due azzurri.
«Accogliamo con la dovuta attenzione le notizie relative all’ipotesi di fusione tra la società che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate e la Sagat di Torino – dichiara Binzoni. – Tuttavia, di fronte a un’operazione dalle dimensioni così imponenti e da un evidente sbilanciamento nei volumi d’affari e di traffico — dove la Lombardia pesa per circa 42 milioni di passeggeri contro i 5 milioni di Caselle —, il nostro dovere politico e istituzionale è pretendere la massima chiarezza e garanzie per il nostro territorio.» Così la vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Alessandra Binzoni, in merito alle indiscrezioni sull’avvio dell’iter dello studio di fattibilità per l’integrazione societaria e operativa tra Sea e Sagat, che dovrebbe portare alla nascita di un maxi-polo aeroportuale del Nord-Ovest da oltre 900 milioni di fatturato e 47,3 milioni di passeggeri.
«L’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle rappresenta un’infrastruttura fondamentale per Torino, il Piemonte e tutto il tessuto economico, industriale e turistico locale. Il rischio di una fusione trainata da Milano e dai fondi privati, però, è che lo scalo torinese possa subire un progressivo declassamento.»
«L’integrazione del sistema aeroportuale del Nord-Ovest ha senso solo se crea valore aggiunto reale, autonomo e misurabile per il “Sandro Pertini”, aumentando competitività e volumi. Occorre mantenere alta l’attenzione: Caselle è e deve rimanere uno snodo strategico di primaria importanza per il nostro territorio», conclude Binzoni.
“Torino Airport è un gioiello finanziario: record di passeggeri e bilancio in attivo, ma la Città di Torino non è più azionista e nel nuovo assetto non toccherebbe palla!
Torino usata come “cavallo di Troia” per aumentare il proprio peso a Milano perché il regista è F2i, che controlla il 100% di Sagat e il 36% di Sea.
Il risultato finale di un polo che nascerebbe già sbilanciato: Milano decide, F2i guadagna influenza, Torino porta l’aeroporto e resta alla finestra. Come sempre.
La cecità della nostra politica locale ha eliminato ogni possibilità di contrattazione”.
Questa la posizione del Vicecapogruppo di Forza Italia Domenico Garcea
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