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COMPA, a Barolo il Piemonte agricolo racconta le sue filiere corte

Tra i protagonisti ci sono stati i formaggi Dop, le nocciole biologiche, il miele, l’aglio, i salumi, le erbe officinali, la frutta e i vini

Gabriele Farina

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BAROLO – Non solo vino. Il Piemonte agricolo è fatto anche di formaggi, nocciole, miele, aglio, salumi, frutta ed erbe officinali, produzioni spesso legate a piccole aziende familiari e a territori che, attraverso il lavoro quotidiano degli agricoltori, vengono custoditi e tramandati. È questa la realtà che il progetto COMPA – La Compagnia dei Sapori Piemontesi ha portato al centro dell’attenzione a Barolo, trasformando i prodotti della filiera corta in un racconto capace di parlare anche ai turisti italiani e internazionali.

La terza edizione dell’iniziativa, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, ha puntato infatti non soltanto sulla promozione delle eccellenze agroalimentari, ma anche sulla conoscenza delle tecniche di produzione, dei paesaggi e delle famiglie che ogni giorno contribuiscono a mantenere vivo il territorio.

Dal prodotto alla storia di chi lo produce

Il cuore del progetto è stato lo spazio multimediale Agrilab del Castello di Barolo, dove degustazioni didattiche, schede informative, giochi geo-sensoriali, interviste, fotografie e video hanno permesso ai visitatori di scoprire un Piemonte agricolo più ampio rispetto alla tradizionale immagine legata al vino.

Tra i protagonisti ci sono stati i formaggi Dop, le nocciole biologiche, il miele, l’aglio, i salumi, le erbe officinali, la frutta e i vini. Sono state coinvolte realtà come la Cooperativa Terranuova, il Consorzio Alte Terre, con le Dop Ossolano, Roccaverano e Murazzano, i produttori di nocciole Valcrosa, Cuor di Nocciola e Morgana del Re, le aziende vitivinicole Cascina Vigna, Monpissan e Luca Marenco, oltre a Meamè, La Fattoria dell’Aglio e La Fragolina.

Particolare curiosità ha suscitato la possibilità di conoscere produzioni meno note al grande pubblico, come il Miele IGP Piemonte e l’Aglio di Caraglio, soprattutto tra i visitatori provenienti dall’estero.

Le immagini delle aziende sul videowall del Castello

Per raccontare il valore delle filiere corte, COMPA ha scelto di partire dalle persone. Giovani videomaker e fotografi hanno visitato le aziende coinvolte, documentando il lavoro quotidiano, gli allevamenti, i vigneti, i noccioleti e le coltivazioni, raccogliendo immagini e testimonianze delle famiglie impegnate da generazioni nell’agricoltura.

Il materiale è stato poi proiettato sul grande videowall del Castello di Barolo, offrendo ai visitatori una chiave di lettura diversa delle Langhe e del Piemonte.

Il messaggio è andato oltre la qualità del prodotto. Coltivare e allevare significa infatti anche presidiare il territorio, contrastare lo spopolamento delle aree rurali, conservare paesaggi e tradizioni e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio agricolo e culturale.

I tasting per i turisti italiani e stranieri

Negli spazi di Agrilab – Wine tasting tour, il racconto si è trasformato in esperienza attraverso degustazioni rivolte a food and wine lovers italiani e internazionali. A supportare i tasting sono stati utilizzati anche strumenti geo-sensoriali, come i profumi del vino e l’erbario delle piante utilizzate dagli animali al pascolo.

Tra i visitatori sono state registrate numerose presenze provenienti da Danimarca, Germania, Francia, Svezia e Spagna.

L’obiettivo era spiegare non soltanto che cosa si stava assaggiando, ma anche il valore che si nasconde dietro un prodotto di filiera corta: tempi di lavorazione, competenze, territorio e lavoro rappresentano elementi che difficilmente possono essere racchiusi nella sola confezione di un alimento.

Cibo, musica e spettacolo al Castello di Barolo

Un ruolo importante è stato svolto anche dagli eventi organizzati da COMPA in collaborazione con Collisioni e con la Bottega di Dogliani, tra l’estate 2025 e la primavera 2026.

Nel cortile del Castello di Barolo, produttori, attori, DJ e musicisti hanno dato vita a serate capaci di unire cibo, vino, musica e spettacolo. Le degustazioni hanno coinvolto oltre 500 spettatori a sera, intercettando non soltanto gli appassionati di enogastronomia, ma anche residenti, visitatori provenienti da Lombardia e Liguria e turisti in vacanza nelle Langhe.

I tasting sono stati inoltre proposti durante il Festival della musica tradizionale di Barolo, nel mese di settembre, con banchi dedicati all’esposizione e all’assaggio dei prodotti. Un’occasione particolarmente importante per incontrare il pubblico straniero che frequenta le Langhe durante la stagione autunnale.

Nel maggio 2026 il progetto ha raggiunto anche Dogliani, dove la Bottega di Dogliani ha organizzato degustazioni gratuite dei prodotti COMPA in occasione del Festival della TV.

Una rete che continua oltre il progetto

Uno degli effetti dell’iniziativa è stata la nascita di una rete tra aziende, turismo, cultura del cibo e promozione del territorio. Una collaborazione che, secondo i promotori, continua anche oltre la durata del progetto, creando opportunità sia sul fronte della visibilità sia su quello dell’ampliamento della clientela.

COMPA ha così utilizzato la filiera corta come chiave per raccontare un Piemonte fatto di piccole imprese, produzioni di qualità e territori differenti. Un modo per mostrare che dietro una bottiglia di vino, un formaggio, una nocciola o un prodotto agricolo non c’è soltanto un alimento, ma una storia fatta di persone, competenze e legame con la terra.

L’obiettivo, in definitiva, è trasformare la conoscenza del prodotto in uno strumento di valorizzazione del territorio. Perché l’eccellenza agricola piemontese non è soltanto una questione di gusto: è anche identità, paesaggio, tradizione e lavoro.

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