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Molinette, nuove tecnologie per le sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato

Il progetto ha avuto un valore complessivo di 230 mila euro

Gabriele Farina

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TORINO – Le sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato delle Molinette di Torino si rinnovano con un sistema tecnologico di ultima generazione, pensato per migliorare la sicurezza degli interventi, favorire la ricerca e rafforzare la formazione dei professionisti. Si sono infatti conclusi i lavori di ammodernamento tecnologico del blocco operatorio del Centro, diretto dal professor Renato Romagnoli.

Il progetto ha avuto un valore complessivo di 230 mila euro ed è stato sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, su richiesta e con l’interessamento dell’AITF – Associazione Italiana Trapiantati di Fegato.

In sala operatoria arriva il sistema TEGRIS

Il cuore dell’intervento è il nuovo sistema TEGRIS, una piattaforma tecnologica che consente di integrare e gestire immagini, dati e sistemi presenti nelle sale operatorie.

Durante gli interventi sarà possibile acquisire e trasmettere in tempo reale le immagini chirurgiche attraverso diversi monitor distribuiti all’interno della sala. Un sistema particolarmente importante durante i delicati interventi di trapianto, perché permette al personale coinvolto e agli osservatori di seguire le diverse fasi dell’operazione.

TEGRIS consente inoltre la registrazione e lo streaming dei dati, oltre all’integrazione con i sistemi informatici aziendali di laboratorio e radiologia, con le colonne endoscopiche e con le apparecchiature utilizzate nella chirurgia mini-invasiva.

L’obiettivo è creare una piattaforma unica in grado di mettere in comunicazione le diverse tecnologie presenti in sala operatoria, aprendo nuove possibilità anche sul fronte della ricerca e della didattica.

Il Centro di Torino verso i 4.500 trapianti di fegato

L’ammodernamento arriva in una fase particolarmente significativa per il Centro Trapianto di Fegato delle Molinette, considerato un punto di riferimento nazionale e internazionale per la chirurgia dei trapianti e per gli interventi epato-bilio-pancreatici ad alta complessità.

Il Centro, fondato nel 1990 dal professor Mauro Salizzoni, si avvicina infatti al traguardo dei 4.500 trapianti di fegato. Nel 2025 ha inoltre stabilito il record italiano per il numero di trapianti epatici effettuati in un singolo anno, con 194 interventi.

Particolarmente significativi anche i dati relativi alla sopravvivenza dei pazienti, certificati dal Centro Nazionale Trapianti: a un anno dal trapianto il tasso di sopravvivenza supera il 95%, mentre a cinque anni è superiore all’87%.

Numeri che confermano il ruolo del Centro torinese non soltanto nell’attività chirurgica, ma anche nella formazione di nuovi specialisti e nello sviluppo di tecniche e strategie innovative nel campo dei trapianti.

«Assistenza, ricerca, innovazione, sicurezza e insegnamento»

«Un ulteriore step da quando mi sono insediato. Assistenza clinica, ricerca, innovazione, sicurezza e insegnamento: questi i punti cardine che contraddistinguono quest’opera di ammodernamento tecnologico delle sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato», sottolinea Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Tranchida evidenzia anche la necessità di mettere i professionisti nelle migliori condizioni operative all’interno di una struttura storica come le Molinette, risalente al 1935, ringraziando Fondazione Compagnia di San Paolo e AITF per il contributo al progetto.

Per Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, l’intervento permette di rafforzare «un Centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale», dove assistenza, ricerca e formazione sono strettamente collegate.

«Investire in tecnologie avanzate nel settore trapiantologico significa migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, promuovere la ricerca e potenziare la formazione», aggiunge Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto di Fegato. Secondo il professore, il contributo della Fondazione consente di consolidare un obiettivo comune: rendere il sistema sanitario sempre più efficiente e all’avanguardia e offrire nuove possibilità di cura ai pazienti in attesa di trapianto.

Soddisfazione anche da parte di Marco Borgogno, presidente dell’AITF, che sottolinea come l’investimento di circa 230 mila euro permetta alle Molinette di dotarsi di «sistemi più avanzati di ultima generazione» per rendere ancora più efficienti gli interventi legati al trapianto di fegato.

Il nuovo sistema tecnologico entra così a far parte della dotazione del Centro torinese in un momento cruciale: mentre le Molinette si avvicinano al traguardo dei 4.500 trapianti epatici, ricerca, formazione e innovazione diventano sempre più centrali per mantenere gli standard di un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

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